Pioli: “Partita equilibrata decisa da grandi giocate. Champions…”

Un pugno forte, ma non un colpo da ko. Pioli analizza la sconfitta della sua Inter contro la Roma, ammette che “per noi che rincorriamo squadre molto forti, ogni scivolone è un brutto colpo”, ma non abbandona la corsa Champions perché, dice, “mancano ancora molte giornate”. Il tecnico nerazzurro evita polemiche per le decisioni arbitrali e preferisce sottolineare che “i nostri avversari sono stati chirurgici nell’approfittare delle palle gol”.

“Questa sconfitta è uno stop che non volevamo subire – prosegue -: sapevamo che il nostro avversario era forte, ma la nostra prestazione sarebbe dovuta salire di un livello più alto. È stata un partita complicata, delicata, ma anche equilibrata: loro hanno sfruttato le palle gol create, mentre noi, che ne abbiamo avute altrettante, non ci siamo riusciti. La prestazione c’è stata e dobbiamo considerare lo spessore della Roma: il problema è che in queste partite le palle gol create vanno almeno in parte capitalizzate, perché difficilmente ti ricapitano. Loro l’hanno fatto, noi no”.

Logico, alla luce della prova non esattamente positiva, chiedere dell’assenza di Miranda: “Ha pesato? Sì, ma in campo avevamo giocatori ugualmente all’altezza di fare una buona gara. Nei gol presi, poi, la bravura di Nainggolan è stata evidente, anche se potevamo ugualmente gestire meglio la situazione. Per giocate, possesso e occasioni create penso ci sia stato equilibrio: è un peccato, ma ci sono ancora tante partite dobbiamo subito ripartire con determinazione”.

“Champions compromessa? Perdere è un brutto stop – conclude Pioli -, ma mancano ancora 12 finali e dobbiamo cercare di vincerle tutte, imparando anche dagli errori commessi oggi. I discussi episodi arbitrali? Non commento. In conferenza stampa ho detto che nell’arco della stagione influiscono e basta. E anche il discorso sui rigori: ho semplicemente risposta a una domanda ammettendo che c’era differenza tra quelli dati alla Roma e quelli dati all’Inter. Nulla di polemico, poi qualcuno può interpretare come vuole.”

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