Pescara-Inter, la falsa partita facile

Siamo alla vigilia dell’ultima di quelle tre partite iniziali che il calendario benevolmente ci aveva regalato. Le prime considerazioni portavano  ad immaginarci in testa a punteggio pieno dopo le prime tre giornate, data la relativa modestia degli avversari, con una classifica che ci avrebbe consentito di affrontare la Juventus alla quarta giornata come minimo a pari merito.

L’unica cosa certa è che non sarà così, e che a Pescara dovremo invece fare in modo di darci quanto meno una scossa dai bassifondi, onde evitare l’umiliazione che il confronto di settimana prossima con i bianconeri avvenga in condizioni di perfetto testacoda. Non sia mai !

Tuttavia attenzione. Con il Pescara, che rientra nella massima serie dopo tre anni di assenza, non abbiamo un passato così bello e semplice.

Una squadra che giocò per la prima volta in Serie A nella stagione 1977/78 , e che affrontò i nerazzurri,  nel grande stadio di San Siro, l’ultimo dell’anno del 1977. La pochezza degli avversari e forse anche il clima festivo convinsero il mitico Eugenio Bersellini a schierare per la prima volta le tre punte tutte insieme. Anastasi, Muraro e Altobelli. Il risultato fu che l’Inter riuscì a tirare in porta, quel pomeriggio, non più di due o tre sciagurati palloni. Si finì col più squallido degli 0-0, ma in compenso molti degli spettatori arrivarono alla festa di capodanno ben riposati, per via del bel pisolino allo stadio che il non gioco dell’Inter aveva deliziosamente favorito.

Peggio ancora al ritorno, durante il quale un Pescara già retrocesso sconfisse i nerazzurri per 2-1, con l’aiuto di un’autorete del mitico Bini nel finale.

La stessa squadra ci portò invece molta più fortuna due stagioni più tardi, quando ci fu di fronte alla prima di campionato. Non solo vincemmo 2-0, ma quel giorno l’Inter fu anche l’unica squadra a vincere mentre tutti gli altri incontri terminarono in parità. Fu il primo segnale importante, e tutti cominciarono ad ipotizzare…è l’anno dell’Inter.  E così fu. L’Inter, che anche al ritorno battè i biancazzurri con lo stesso risultato di 2-0, si aggiudicò lo scudetto che fu anche l’ultimo campionato tutto italiano, giocato senza stranieri.

Ora invece ci stupiamo di aver di nuovo qualche italiano in squadra. Quanto tempo è passato e come son cambiate le cose. Meglio o peggio? Mah…

Comunque, il Pescara sparì dal massimo torneo per 6 anni. Quando ci tornò, ce lo ritrovammo di nuovo di fronte alla prima giornata, e quella volta fu uno sgambetto pesante per 2-0 a San Siro. Trapattoni, che l’anno precedente era stato punito all’esordio con la neopromossa Empoli, subì la stessa sorte anche con gli abruzzesi guidati da Galeone.

Quella fu tuttavia anche l’ultima nostra sconfitta contro questi avversari, apparentemente da battere in sicurezza.

E difatti non sono poi mancate anche alcune goleade da parte nostra. Si vinse a Pescara nel 1992 per 4-1 col Osvaldo Bagnoli in panchina, e con un po’ di nostaglia osserviamo i nomi dei nostri marcatori di quell’incontro:  Shalimov, Battistini, Desideri e Sammer . Giocatori di buona qualità dai quali forse con troppa fretta ci eravamo separati.

La stessa nostalgia, e forse anche con maggiore intensità, la sentiamo se andiamo a leggere i dettagli della nostra vittoria nel 2012 per 3-0 nell’ultimo incontro disputato in quel di Pescara. Qui troviamo Sneijder, Milito e Coutinho , e pensiamo che forse alcuni di questi non ci starebbero male anche nella nostra Inter attuale.

Ma intanto ci auguriamo di vedere all’opera domani sera le novità, sia in termini di giocatori neo acquistati, sia in termini di accorgimenti tecnico tattici che il nostro De Boer dovrebbe aver avuto il tempo di mettere a punto. Il tutto per farci vivere una Domenica sera migliore di quanto ultimamente ci è successo, con un rientro in ufficio del Lunedì meno traumatico e senza prese per i fondelli da parte dei colleghi.