Ivan Perisic ha già fatto capire all’Inter che difficilmente rinnoverà il proprio contratto, in scadenza a giugno 2022, con i nerazzurri. Dall’altra parte, Ausilio e Marotta non sembrano aver spinto particolarmente per fargli cambiare idea. O meglio, non hanno serrato i tempi e ad oggi la strada sembra essere quella dell’addio. A zero al termine della stagione, visto che difficilmente l’Inter smonterà a gennaio un giocattolo che inizia a funzionare sotto tutti i punti di vista.

Un impatto maturo. Che va al di là dei numeri
Anche perché in tutto ciò il croato si sta rendendo protagonista di quella che probabilmente è la migliore delle sue 6 stagioni interiste. Non tanto, o non ancora, a livello di numeri. Quanto piuttosto per rendimento generale e impatto sulle partite. L’apporto di Perisic alla causa nerazzurra infatti va oltre i 3 gol e l’assist nelle 11 giornate di campionato. Nel mezzo ci sono chiusure difensive e coperture degne del miglior terzino, il tutto abbinato alla solita spinta propositiva in avanti. E pure l’atteggiamento ha fatto un passo avanti, dopo che negli scorsi anni in tanti gli contestavano una fin troppo marcata indolenza in determinate situazioni. Tornando ai numeri, le possibilità che anche dal punto di vista statistico quella attuale diventi la sua miglior annata esistono eccome: con Conte lo scorso anno esultò 5 volte in 42 apparizioni. Prima dell’anno al Bayern, con Spalletti in panchina, arrivarono invece due stagioni da 39 presenze e 11 gol e 45 presenze con 9 reti. Ma in quel caso, Ivan Perisic, giocava esterno alto in un 4-2-3-1 o in un 4-3-3 e non quinto a tutta fascia come con Inzaghi (e Conte).

FONTEtuttomercatoweb.com