C’era una volta la Pazza Inter delle magiche rimonte…

È il 9/01/2005. In un freddo San Siro va di scena una partita di Seria A: Inter-Sampdoria. Sembra una partita come un’altra, normalissima (per quanto si possa definire “normale” una partita dell’Inter) e invece si rivela una partita indimenticabile.

Formazione scelta dall’allenatore Mancini: 4-3-1-2 con Toldo; J. Zanetti, Cordoba, Materazzi, Favalli; C. Zanetti (19′st Martins), Cambiasso, Stankovic; Emre (38′st Karagounis); Vieri, Adriano (32′st Recoba). In panchina: Fontana, Burdisso, Coco, Ze Maria. Una formazione con nomi da paura ma che per più di 80 minuti non riesce a schiacciare la Samp, anzi, tutt’altro. La Samp fa due goal: al 42’ del primo tempo con Tonetto e poi con Kutuzov che raddoppia al 26’ del secondo tempo.

La partita sembra finita. I tifosi tolgono gli striscioni e cominciano ad abbandonare gli spalti (cosa che tra l’altro io continuo a non tollerare perché la squadra andrebbe sostenuta sempre, anche quando si perde perché è proprio in quei momenti che la squadra ha bisogno dei propri tifosi). E poi, in quel pomeriggio si sono persi uno spettacolo memorabile che nessuno si sarebbe immaginato che potesse accadere. In sei minuti accade l’inimmaginabile: Martins, Vieri, Recoba. Tre nomi, tre goal. La Pazza Inter. La magica Pazza Inter. Quella che fa sognare, quella delle lacrime di gioia e dei brividi.

Tornando ai giorni nostri, a Udine, tralasciando rigori o non rigori, polemiche e non polemiche, dopo il primo goal dell’Udinese e l’espulsione di Juan Jesus, la squadra si è eclissata, è andata in tilt. E sono arrivati gli altri due goal dell’Udinese. Un pesantissimo 3-0. Quasi indigesto (visto l’orario della partita).

Vi lascio con una domanda: dov’è finita quella Pazza Inter delle magiche rimonte impossibili?