Paranormal activity

Inter 3 Atalanta 4
Da dove cominciare?
Quella di ieri sera doveva essere la partita della svolta, col pareggio di Milan e Fiorentina, l’Inter doveva dare un segnale, doveva trovare i 3 punti che le permettevano di essere ancora sul treno per la Champions.
L’impresa in un certo senso era quasi riuscita, quasi, appunto. Ironia della sorte, chiamamola così ormai, vuole che l’ultimo attaccante titolare a disposizione si infortuna: Antonio Cassano su giocata di tacco si fa male la coscia destra. Si rende conto dell’assurdità della situazione, si arrabbia con se stesso e con Combi, prova la fasciatura, ma niente, non ce la fa ed esce anzitempo, lanciando nel calderone Alvarez.
Proprio l’argentino spreca una ghiottissima occasione da gol, spara una palla in fallo laterale a porta vuota. Sembra richiamare i soliti spettri, le solite giocate azzardate e mai azzeccate. Poi arriva Rocchi, uno a zero, incredibile ma gol. Un’Inter sorridente rientra negli spogliatoi. Inizia la ripresa, gli atalantini pareggiano, poi incredibile doppietta di Alvarez, fino ad allora pizzicato dai tifosi sugli spalti.

L‘Inter va sul 3 a 1, Strama gioioso in panchina è ormai certo di avere la partita in mano, poi… l’assurdo! Al ventesimo della ripresa su cross Denis colpisce di testa e spara in angolo. L’Atalanta è pronta a schierarsi in area di rigore per battere dalla bandierina, ma Gervasoni chiama il rigore. Un momento qual è il rigore, quale il movimento sospetto, quale il tocco di mano, chi il giocatore ammonito!? A distanza di ore è ancora difficile capirlo. C’è Ranocchia che viene atterrato da Livaja, forse fallo in attacco!? Visto che il signor Gervasoni è stato molto preciso nel fischiarceli contro, oppure semplice calcio d’angolo? Tutto ciò è paranormale, incredibile, inspiegabile! Si va sul 3 a 2 e poi in dieci minuti l’Inter ne subisce altri 2, si va sul 4-3 per gli avversari. Il contraccolpo psicologico è devastante per i nerazzurri, incapaci di riassestare una partita non del tutto compromessa.

Peccato che in pochi sottolineino quanto un rigore simile possa stravolgere la partita, quanto possa sgretolare le poche certezze che Strama aveva ritrovato, dopo e nonostante gli infortuni. Peccato che nessuno, se non il Presidente, parla di 20 giornate senza uno, che sia uno, di rigore a favore. Peccato, ancora una volta, per molti, che la colpa sia solo ed esclusivamente di Stramaccioni (inesperto, permaloso e incapace questi i soliti aggettivi), che nessuno abbia chiesto moviola sui due rigori ancora negati dopo che Ranocchia e Rocchi sono stati letteralmente atterati in area. Peccato infine che oggi leggo sui giornali solo di “Disastro Inter” o “Caos Milan“, giornali, testate che non accennano minimamente allo scempio commesso da Gervasoni, considerando solo l’arbitraggio dubbio di Tagliavento contro il Milan, che esattamente tre anni fa era classificato come uno dei migliori, soprattutto in seguito all’arbitraggio di Inter-Samp di epoca Mou, quando aveva ricevuto tanti complimenti per un’ottima direzione della gara, e per aver mantenuto la calma su un campo difficile (per la cronaca: l’Inter finì in 9 e Mourinho prese tre giornate di squalifica). Quel Tagliavento piaceva, questo no. Ovvio!
Resta di fatto che l’Inter ne esce sconfitta ancora. Immagine della serata è quel gol sbagliato a porta vuota da Ranocchia, praticamente solo. Immagine dell’Inter della serata, sfortunata, sprecona, e allibita. La faccia di Moratti dalla tribuna è tutto un programma. A bocca aperta, come tutti gli interisti ieri sera, e non solo per la nostra partita sbagliata, ma anche per altro, tanto altro…