Paolillo insiste: “Inter e Milan devono fondersi! E’ i-ne-vi-ta-bi-le”

L’ex Dg dell’Inter Paolillo insiste con la sua tesi: per restare al vertice Inter e Milan devono fondersi. Più che necessario è inevitabile: “Ora arriva il fairplay, io so…”.

Lo ha detto in tempi non sospetti appena lasciata l’Inter nel 2012, lo ha ribadito con ancora maggiore convinzione negli ultimi tempi in coincidenza con il crollo parallelo delle due squadre milanesi, torna a ripeterlo anche oggi, quasi come un predicatore che urla il Verbo della salvezza (calcistica) ma è inascoltato.

Ernesto Paolillo è stato per lungo tempo Dg dell’Inter, ma soprattutto attualmente è advisor economico e finanziario dell’Eca (l’associazione dei club europei) e quindi conosce perfettamente la materia di cui parla e su cui va ripetendo il suo ‘mantra’ nelle aule universitarie: “La fusione tra Milan e Inter è l’unica strada per tornare competitivi in Europa. Altrimenti la città rimarrà fuori dall’élite per molti anni“.

Intervistato da ‘Repubblica’, Paolillo argomenta con ancora maggiore dovizia la sua tesi: “E’ evidente che dal punto di vista del tifoso sia una provocazione, capisco l’orgoglio di appartenenza, la rivalità cittadina. Ma qui è in discussione il futuro e bisogna capire cosa si vuole: se si preferisce rimanere nei confini nazionali, d’accordo, lasciamo tutto com’è. Se invece si aspira a raggiungere i club più importanti, e rimanendo in vigore il Fair Play finanziario, bisogna fondere Milan e Inter”.

Il mio è un discorso puramente industriale, è già accaduto che banche come Unicredit o Intesa siano nate dalla fusione di altri istituti e ora competano nel mondo – spiega ancora Paolillo – Il Ffp, che l’Uefa applicherà con severità perché ho partecipato alla stesura delle regole e lo dico con cognizione di causa, decreta che solo chi ha i ricavi più alti si può permettere i grandi giocatori“.

L’ex dirigente nerazzurro snocciola i freddi numeri: “Il Milan è al decimo posto in Europa per fatturato (263 milioni contro i 518 del Real Madrid), l’Inter al quindicesimo (168 milioni). Sommandoli, si potrebbero avvicinare al top. Del resto è impensabile raddoppiare o triplicare i ricavi in breve: ci vorrebbe un miracolo, cioè l’arrivo di investitori di un certo tipo, ma qui in Italia non vengono, visti gli assetti economici che abbiamo“.

Evidentemente per Paolillo, il neo arrivato Thohir non è un “investitore di un certo tipo“, visto come prosegue il discorso: “Gli sceicchi preferiscono Parigi, o Londra, città e paesi con un appeal ben diverso a livello di investimenti industriali. Quindi per Milan e Inter non c’è modo di risollevarsi da sole.  Ripeto: a livello industriale è un passaggio che, per scandaloso o provocatorio che sia, è inevitabile. Invece qui da noi ormai si parla solo di ridurre i costi, e stanno iniziando a farlo proprio dai settori giovanili: altro enorme errore”.

Paolillo trova nel capitolo stadio un altro argomento a sostegno della sua convinzione: “La Juventus è l’unica avanti, grazie allo Stadium. Ma a Milano non c’è spazio per due stadi che vivano 7 giorni su 7, l’unica strada per generare ricavi. A Milano c’è spazio solo per uno stadio, e non certo a Pero come si sta cercando di fare: fuori città lo si vivrebbe solo per le partite, e torneremmo al punto di partenza. Se invece dall’unione dei due club nascesse una nuova entità cittadina capace di competere col top del calcio mondiale e si desse entusiasmo e vitalità, costruendo una grande squadra all’altezza delle migliori e con un solo stadio…“.

Fonte: goal.com