Pairetto: “Facchetti mi chiamava, ma senza…”

Nel corso del processo di Milano che vede imputato l’ex dg della Juventus Luciano Moggi per diffamazione nei confronti dell’ex presidente dell’Inter Giacinto Facchetti ha testimoniato quest’oggi l’ex commissario degli arbitri Pierluigi Pairetto, che ha voluto precisare il tono delle telefonate che intercorrevano con l’ex capitano nerazzurro: “Facchetti mi chiamava per sapere chi avevamo intenzione di inserire nelle griglie arbitrali per i sorteggi: erano colloqui sereni, tranquilli, senza malizia.

Erano molti i presidenti di società che chiamavano, era abbastanza normale, nessuno e nemmeno Facchetti mi ha mai chiesto, però, di inserire arbitri nelle griglie, noi continuavamo a mettere quelli che avevamo scelto noi. Noi ai presidenti cercavamo di spiegare le buone ragioni delle nostre scelte e che gli errori degli arbitri, se c’erano stati, erano cose che capitavano, e che la cabala, invocata da molti, non c’entrava nulla”, ha aggiunto Pairetto quando gli sono state chieste spiegazioni ulteriori sulla questione delle griglie.

L’ex arbitro ha anche concluso facendo presente che molti dirigenti lo chiamavano perché alcuni arbitri non erano graditi in quanto “avevano dato un rigore dubbio in un’altra partita o portavano sfortuna, come Facchetti. Era un mal comune”.

Moggi è imputato per aver lanciato pesanti accuse a Facchetti nel corso di una trasmissione televisiva, rivolgendosi a Javier Zanetti chiamato anche lui a deporre al processo. Zanetti è rimasto in aula pochi secondi, dichiarando di non ricordare di aver partecipato alla trasmissione tv nel 2010 e che se in alcune interviste in passato ha parlato di Juve e del caso Calciopoli lo ha “sempre fatto con grande rispetto per un tema così importante”.