Operazione Lautaro: adesso si fa spazio al Toro

Operazione Lautaro: suona un po’ militaresca, ma in fondo si tratta di un salvataggio, del recupero di una risorsa, di aumentare l’arsenale offensivo. Potrebbe essere arrivato il momento del Toro: se non come titolare, come opzione offensiva in aggiunta, e non solo in sostituzione, di Mauro Icardi. Contro l’Udinese Martinez è entrato dopo 10 minuti della ripresa: oltre ad essere di gran lunga lo spezzone più consistente concessogli da Spalletti negli ultimi tempi, è stato anche il periodo più lungo giocato con il capitano nerazzurro dal debutto in campionato del 19 agosto. Allora giocò da numero 10 titolare, al posto di Nainggolan infortunato: non andò bene, vinse il Sassuolo, l’Inter non trovò equilibri e Spalletti decretò, sulla base dei fatti, che la squadra in quel momento non poteva permettersi quei due insieme.

DUE COLLOCAZIONI — Il momento è durato a lungo, ma ora potrebbe essersi concluso: il tecnico ha elogiato il giovane argentino (il più veloce ad abbracciare Icardi dopo il gol), ha definito l’innesto “fondamentale per dare la scossa”, ne ha sottolineato la capacità di lottare ed andare allo scontro “fisico”. Insomma, l’Inter ferita dall’eliminazione in Champions potrebbe ripartire anche dal suo innesto sudamericano: da rifinitore centrale nel 4-2-3-1 ha dato movimento e profondità, in un assetto che a tratti si trasformava in 4-4-2. Quando poi nei minuti finali è tornato in campo Nainggolan, Spalletti ha varato un 3-4-2-1 che può essere anche un’anticipazione di futuro. Il Toro e il Ninja agivano dietro a Icardi, Asamoah faceva il terzo centrale, Vrsaljko e Perisic gli esterni a “tutta fascia” (con più tendenza alla copertura per Sime). Un esperimento interessante, un’opzione in più per cercare di valorizzare un talento che tutti riconoscono, in casa nerazzurra, e che presto sperano di veder fruttare.