Oggi la sentenza d’appello su Calciopoli: chiesti 3 anni e 1 mese per Moggi

Arriva all’atto finale il processo penale sullo scandalo che sconvolse il calcio italiano nel 2006. Il pm Ricci ha chiesto 3 anni e 1 mese per Moggi, 3 anni per Pairetto e Bergamo.

Arriverà oggi, con l’attesa sentenza d’appello, l’atto finale del processo penale su Calciopoli, in corso di svolgimento a Napoli, che vede fra i principali imputati l’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi e gli ex designatori arbitrali Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto.

Per l’ex dirigente bianconero la richiesta del Pubblico ministero Antonio Ricci è stata di 3 anni e 1 mese, inferiore rispetto alla condanna di 5 anni e 4 mesi inflitta in primo grado per il fatto che è intervenuto l’istituto della prescrizione sul reato di ‘frode sportiva’ che gli era stato contestato, e che resta in piedi soltanto l’accusa di ‘associazione a delinquere’.

La condanna relativamente ‘soft’ si giustifica inoltre con la convinzione, espressa dal pm Ricci, ma già emersa in primo grado con Narducci e Capuano, che Moggi non fosse l’unico promotore di quell’associazione che aveva come obiettivo quello di tenere in scacco il calcio italiano.

Secondo Ricci pari responsabilità le avevano i due ex designatori Bergamo (3 anni e 8 mesi in primo grado) e Pairetto (1 anno e 11 mesi in primo grado) e l’ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini (2 anni e 2 mesi in primo grado), nei confronti dei quali ha infatti formulato una richiesta di condanna a 3 anni di reclusione.

Le responsabilità dei tre, che in primo grado erano stati riconosciuti come semplici componenti dell’associazione, vengono di fatto, ora, nelle richieste della Procura generale, equiparate a quelle dell’ex d.g. bianconero. In appello a loro viene infatti imputato il ruolo di ‘organizzatori’ dell’associazione a delinquere.

Per tutti gli altri imputati, accusati di ‘frode sportiva’, è intervenuta la prescrizione. Il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione è stato chiesto per il patron della Fiorentina Diego Della Valle e per suo fratello Andrea, per il presidente della Lazio Claudio Lotito, per l’ex d.s. del Messina Mariano Fabiani, per il presidente della Reggina Lillo Foti, per l’ex arbitro Salvatore Racalbuto, per l’ex dirigente dellaFiorentina Sandro Mencucci, per l’ex dirigente del Milan Leonardo Meani, per gli ex guardalinee PuglisiTitomanlio.

L’unica eccezione è rappresentata da 3 arbitri che vi hanno rinunciato: Massimo De Sanctis (1 anno e 11 mesi in primo grado) e Paolo Bertini (1 anno e 5 mesi in primo grado), nei confronti dei quali la Procura ha chiesto 2 anni e 5 mesi di reclusione, e Antonio Dattilo, per cui ha chiesto 1 anno e 3 mesi.

Fonte: goal.com