Nuova Inter, vecchi problemi: con Palacio e Guarin serve più coraggio

Medel-Vidic-Pareggio con poche occasioni da goal create, gioco lento e prevedibile, solite polemiche in area di rigore. E’ la prima della nuova stagione ma potrebbe essere tranquillamente una delle tante dello scorso anno, in casa Inter.

Se il roboante e convincente 6-0 inflitto ai modestissimo islandesi dello Stjarnan era arrivato come fumo negli occhi, a riportare i problemi dell’Inter sotto la lente d’ingrandimento ci ha pensato un Ventura qualunque (per di più senza gli ‘dei’ dello scorso anno Cerci e Immobile). Juventus, Roma, Milan e Napoli hanno vinto, l’Inter è rimasta impantanata nelle 0-0.

Reparto per reparto vediamo cosa non è andato: la difesa a tre ha bisogno di automatismi e spesso, domenica sera, i nerazzurri hanno lasciato troppi spazi in contropiede agli avversari. Gazzi, fra le linee ha fatto male e Quagliarella, seppur da solo ha rischiato più volte di rendersi fin troppo pericoloso.

Gli esterni Dodò e Jonathan non sono stati brillanti come al solito (soprattutto l’ex Roma) nonostante non abbiano giocato titolari in coppa. Per attivarli, serve una manovra rapida e ariosa. In mezzo, nel primo tempo, Medel e M’Vila si sono pestati i piedi a vicenda, tanto che quando il francese è uscito, il cileno ha cominciato a spadroneggiare in mediana.

La fantasia e l’imprevedibilità di Kovacic e Hernanes non è partita da Appiano Gentile. Il croato, dopo una notte da sogno, è rimasto imbrigliato nella gabbia dei granata. Nessuno spunto, nessun tiro, nessun assist. Hernanes, che ha giocato una 20ina di metri dietro il croato, ha avuto più spazi ma è ancora lontano dalla forma desiderata e desiderabile.

Icardi dal primo Osvaldo nella ripresa, perchè? Oltre a mere giustificazioni di turnover, e a una condizione dell’ex Roma non al top, non sarebbe stato meglio iniziare con una punta più mobile? Restano gli assenti: Palacio e Guarin su tutti. Il primo darà in avanti quella rapidità tanto sperata, il secondo (in reintegro forzato) quando Mazzarri varerà definitivamente il 3-4-2-1, potrà giocare sia in mezzo assieme a Medel o M’Vila a anche nel duo in appoggio all’unica punta.

Resta il rammarico di non aver chiuso per un altro attaccante, magari esterno. Il tridente, ad oggi è impraticabile (essendo partiti sia Alvarez che Botta) e con soli tre centravanti e altrettante competizioni, c’è solo da sperare nella buona sorte.

Fonte: goal.com