Non tutti i mali vengono per nuocere. Mancini trae il meglio dal peggio?

Che l’Inter non giochi il miglior calcio del campionato è ben noto a tutti, ma che la squadra nerazzurra abbia le potenzialità per rimanere ai vertici deve essere altrettanto chiaro. La gare contro Palermo e Bologna raccontano di tanti difetti, ma anche di pregi che bisogna considerare con molta attenzione. Perché dall’analisi del dettaglio possono scaturire i successi futuri, e l’Inter è dotata di ottimo materiale. La scarsa vena realizzativa ed il gioco poco spumeggiante rendono ancora più cupi i pensieri dei tifosi, ma nel buio procurato dalla malinconia di alcune gare, si intravede un lumicino che porta alla soluzione dei mali.

NON TUTTI MALI VENGONO PER NUOCERE – Roberto Mancini studia le diverse soluzioni a sua disposizione e proprio dalle ultime due gare in cui l’Inter è rimasta in dieci uomini, il tecnico jesino potrebbe aver tratto le migliori indicazioni: la squadra nerazzurra, sistemata con un mediano di rottura e l’altro di metodo, inizia a funzionare molto bene. I primi buoni segnali si erano intravisti nel corso del Trofeo Berlusconi, quando Gnoukouri e Kondogbia hanno gestito e dominato in mediana, e l’ulteriore conferma è arrivata ieri sera a Bologna, questa volta col centrocampista francese affiancato da Brozovic. 

NON É IL MOMENTO? – Sarà un problema dovuto alle caratteristiche dei singoli, sta di fatto che fino all’espulsione di Melo, la gara di Brozovic e Kondogbia viaggiava sull’insopportabile filo dell’anonimato. Tutto è cambiato (in meglio) quando i due si sono ritrovati ad interpretare un ruolo che hanno sempre svolto. L’Inter, probabilmente escluso il solo Guarin, non ha nei propri centrocampisti uomini in grado di assaltare l’area di rigore avversaria, e chiedere ai vari Brozovic, Kondogbia, Melo e Medel di giocare da interni di centrocampo sembra una forzatura che la squadra non è in grado di supportare in questi primi momenti di conoscenza.

Ma allora saranno troppi sei centrali di centrocampo? Se alla fine dei conti (viste le caratteristiche dei giocatori), per far girare  a dovere la squadra, sei costretto ad utilizzarne solo due, probabilmente si. Sono troppi. In questo preciso momento storico il 4-4-1-1 sembra il modulo in grado di dare maggiore compattezza all’Inter, priva di veri incursori di centrocampo, ma anche di un’ala destra di qualità che possa far pensare ad un 4-2-3-1. Perché se da un lato c’è Perisic che può interpretare alla perfezione il ruolo, sulla fascia opposta rimane un buco non indifferente: Ljajic non è molto adatto al sacrificio in copertura, mentre Biabiany – non ancora in condizione – molto esplosivo, non ha tantissima qualità nei piedi. Forse Mancini è vicino alla soluzione, di sicuro le cure si trovano osservando i sintomi.