Ma non ti vergogni? – Storia della morte del giornalismo sportivo

Ieri ho passato una brutta serata. Ho visto Inter peggiori a dire il vero; no, forse no, ma la cosa che mi ha disturbato di più non è stata la partita ignobile, ma la morte del giornalismo sportivo che sulla lapide ha inciso il nome del giornale a maggior tiratura nazionale: La Gazzetta dello Sport.

L’Inter non ha giustificazioni, De Boer ha ragione, si gioca come dilettanti e lo si è visto chiaramente in occasione del secondo gol dello Sparta: non si è mai visto un attaccante prendere palla e andare in porta con sette uomini a difesa schierata, che lo guardano come avrebbero guardato una bella ragazza che gli passa davanti mentre loro chiacchierano davanti ad un bar. Riguardo al primo gol, Kadlec, questo nuovo pallone d’oro creato dai nerazzurri è un fuorigioco di almeno un metro e mezzo; e l’inettitudine dell’arbitro portoghese si palesa anche quando dopo la prima ammonizione a Ranocchia fa battere la punizione allo Sparta senza fischio di ripresa del gioco, errore che stava per costarci il terzo gol.

Ma torniamo alle simpatiche canaglie di La Gazzetta dello Sport, che dopo il fischio finale Twittano dall’account ufficiale: dopo “inter ma non ti vergogni?” che titolo dovremmo fare domani per #SpartaInter? Sembra quasi che non aspettassero altro. Un altro passo falso dei nerazzurri che possa dar forza al titolo beffardo della prima pagina del giorno dopo l’Hapoel. Poco più tardi compare su Facebook, un post: “I tifosi su Twitter: rifate quel titolo”. Quello che La Gazzetta non dice è che i tifosi che gli hanno risposto così – li ho letti tutti, e ho consigliato a lori di fare altrettanto – sono tutti tifosi di Juventus e Milan.

Gli interisti sono delusi, non c’è dubbio, e poco importa se chiaramente l’Europa League all’Inter non interessa. Si dice “le seconde linee non sono all’altezza” e probabilmente è vero, ma le seconde linee dell’Inter sono Jovetic, Brozovic, Kondogbia, non quelli che hanno giocato ieri, quelli sono le terze.

Sono arrabbiato, perché non vorrei mai vedere l’Inter perdere, ma mai me ne vergognerei. Stamattina qualcuno mi chiedeva se mi ricordassi il titolo della prima pagina della rosea dopo l’eliminazione della Lazio dalla scorsa edizione dell’Europa League, dopo la sconfitta per 3-0 ad opera dello stesso Sparta Praga; naturalmente no, non la ricordavo, ma google ha una memoria migliore della mia, l’ho cercata, ed il titolo era: Allegri rinnova, guiderà la Juventus fino al 2018. Solo nell’articolo di fondo, che per chi non fosse pratico è quello nella colonna a sinistra, c’era il pezzo sulla Lazio.

Allora riconosciamo La Gazzetta dello Sport per quello che è: un giornale fazioso, che punta solo ad allietare la clientela juventina. Mi aspetto più professionalità dai calciatori dell’Inter, ma non mi dispiacerebbe la stessa professionalità da quello che una volta era un quotidiano serio e che “vergogna” non l’ha usato nemmeno riferendosi a Moggi dopo Calciopoli.