Non è tutta colpa di Icardi: se non arrivano palloni…

Nelle ultime 7 partite l’Inter ha raccolto solo due vittorie, a Empoli e a Napoli (in Coppa Italia). Nelle altre 5, la squadra di Mancini ha raccolto la miseria di due pari (a Bergamo, salvata da un Super Handanovic e in casa col Carpi, quando si è fatta recuperare al 92’ dagli emiliani rimasti in 10).

Poi, solo sconfitte: contro Lazio e Sassuolo a San Siro, allo Juventus Stadium mercoledì sera. Anche se Mancini rivendica la bontà del suo lavoro – “Se siamo stati in testa alla classifica per 5 mesi, non è proprio tutto da buttare no?” – è partita la caccia al male dell’Inter.

MANCINI ALL’ATTACCO
“Quel goal lo segnavo anche io a 50 anni”, così Mancini ha sostanzialmente messo pubblicamente alla gogna i suoi attaccanti dopo il pareggio contro il Carpi. In particolare, nel mirino è finito Maurito Icardi, reo di essere un oggetto estraneo ai meccanismi di squadra: “Fare l’attaccante non significa stare là davanti ad aspettare il pallone, bisogna correre. Se non lo capiscono, magari giocherò con qualche punta in meno, almeno difendiamo”.

In realtà le critiche al reparto offensivo sono una costante del Mancini pensiero, come dimostrano le sue parole dopo il pareggio di Bergamo: “Non si può sempre vincere 1-0 – aveva detto – dobbiamo segnare di più. Le azioni le costruiamo, ma poi quando arriviamo vicino alla porta ci perdiamo in eccessivi ricami o egoismi”. Insomma, per il Mancio il problema dell’Inter era chiaro. E se andiamo a vedere i freddi numeri, il tecnico nerazzurro non ha tutti i torti.

CAPITANO MIO CAPITANO
L’Inter ha la miglior difesa del campionato (14 reti subite, una in meno della Juve) ma ha segnato un solo goal in più del Sassuolo (25) e uno in meno di Empoli e Chievo (27). La Samp quartultima in classifica, per intenderci, ne ha realizzati 31. Dunque, che dal punto di vista offensivo i nerazzurri non siano proprio spumeggianti (eufemismo), è un dato ineluttabile, il punto è capirne il motivo. E in questo senso i numeri ci vengono in soccorso: come abbiamo già rimarcato, l’Inter contro la Juve ha avuto il 57% di possesso palla: sterile, orizzontale, mai pericoloso.

Certo, affrontava una delle difese più organizzate d’Italia (e probabilmente non solo) ma la sensazione è che Jovetic e compagni fossero inermi di fronte alla diga eretta davanti a Neto. I nerazzurri hanno indirizzato sei tiri verso la porta bianconera in 90’ (la Juve 14), di cui solo due nelle specchio, e nessuno di questi ha impensierito il portiere brasiliano, che ha passato una serata da spettatore non pagante. Anche nel primo tempo, e in parità numerica, la squadra ha tenuto anche bene il campo, ma dal punto di vista offensivo è stata praticamente innocua. E in campo Icardi non c’era.

FONTEgoal.com