Non è ancora troppo tardi per l’Inter (e Pioli)

Nonostante il calendario ci dica che la quattordicesima giornata, si chiuderà il 28 novembre, per l’Inter il tempo dei processi è già cominciato. La stagione entra nel vivo, ma per i nerazzurri si è già palesemente complicata, e di conseguenza, si cominciano a udire le voci che parlano di rifondazione, rivoluzione e chi più ne ha, più ne metta. Ma siamo così sicuri che sia tutto finito?

Oggettività
Per quanto, di primo acchito, possa sembrare scontata, la risposta a questa domanda non lo è. Che in parte la squadra abbia fallito, è cosa inconfutabile, visto il mesto cammino europeo, ma non è ancora finita. Infatti, finché la matematica non ci condannerà, avremo ancora due obiettivi da rincorrere: il famigerato terzo posto e la Coppa Italia. Per quel che riguarda il primo, le attuali undici lunghezze dal Milan, in attesa del match di domani sera, sono davvero molte, ma così come molte sono le partite che ci separano dalla fine del campionato. La Coppa Nazionale è ancora più importante del piazzamento stagionale. Innanzitutto perché sarebbe un modo per ridare lustro a una sala trofei, che da troppi anni prende polvere. Inoltre darebbe accesso diretto all’Europa League, (nella speranza che il girone non venga mai più sottovalutato) oltre che un piccolo premio di natura economica.

Pioli
La fase successiva è sostenere Stefano Pioli. L’allenatore ex-Lazio, è da poco arrivato, ma non ha esitato a metterci la faccia e assumersi le sue responsabilità davanti al tracollo europeo. Questo, oltre che a dimostrare grande professionalità, fa valere anche un discorso di grande serietà. Daremmo inoltre, ancora una volta, ragione ai detrattori, che in questi anni sono andati a nozze con la diaspora dei professionisti assunti dall’Inter. Per questi motivi, e per l’onore della maglia (sperando che non sia un concetto del tutto obsoleto), bisogna far sentire la vicinanza al mister, e non abbandonarlo alla prima difficoltà.