Niente salto di qualità: il pareggio di Bergamo allontana la Champions, Kovavic e Guarin note stonate

Lo stadio Azzurri d’Italia si conferma tabù per l’Inter, che non espugna il fortino dell’Atalanta dal 2008, e la banda Mazzarri deve rinunciare a spiccare il volo. Voleva una vittoria l’allenatore toscano per fare il salto di qualità e cambiare marcia, invece il pareggio di Bergamo frena la crescita della squadra e allontana momentaneamente ogni velleità di un piazzamento in Champions League.

Ancora una volta, la quarta in questa stagione, la terza lontano dal Meazza, i nerazzurri si fanno rimontare e non riescono a gestire il vantaggio: era già successo con Juventus, Cagliari e Torino e la cosa si è ripetuta contro gli uomini di Colantuono. Punti importanti e pesanti lasciati per strada, soprattutto nelle tre trasferte, chiaro segnale che a questo punto, più che sul gioco, Mazzarri deve lavorare sulla testa dei suoi, perché ritrovino quella malizia e quel cinismo che fanno la differenza tra una grande squadra e una che sta studiando per diventarlo.

Le lezioni davanti a Cambiasso e compagni sono ancora parecchie, per fortuna che German Denis te lo ritrovi davanti solo due volte l’anno: l’argentino, al sesto goal contro i milanesi nelle ultime tre sfide, quando vede il nerazzurro dell’Inter si scatena e anche il Muro Samuel, al rientro, è dovuto crollare. Un solo errore, ma fatale, per l’argentino, che ha giocato al posto di Ranocchia al centro della difesa.

La colpa dei nerazzurri è stata quella di gestire per troppo poco tempo il vantaggio di Alvarez: a Denis sono bastati soli 9 minuti per ristabilire la parità. Ricky Maravilla è stato di gran lunga il migliore dei suoi, il più pericoloso nelle conclusioni e l’unico davvero in grado di accendere la luce. Un solo neo nella sua gara, la palla persa che ha consentito a Moralez di confezionare il cross dell’1-1. L’argentino è talmente in palla da non sfigurare nemmeno come interno di centrocampo, ma sarebbe più devastante una ventina di metri più avanti, nella posizione occupata da un Kovacic sottotono e pasticcione. Si riscatta dopo il goal preso da Bellomo allo scadere Carrizo, con una paratona su Yepes che ha evitato la sconfitta.

Il croato non è l’unica nota stonata della serata. Sotto la pioggia battente si è perso anche Guarin, che si ricorda solo per il salvataggio (preziosissimo) sulla linea di porta sul colpo di testa di Canini. Il colombiano è come un faro che va a intermittenza: un po’ troppo in questo inizio di stagione. Meno intraprendente e più in difficoltà del compagno Jonathan, Nagatomo ha vissuto senza dubbio serate migliori. E quando anche Palacio fa fatica e viene imbavagliato, normale che la mancanza di Milito si faccia sentire, come ammesso da Mazzarri a fine match. Non che Icardi abbia sfigurato, anzi nel secondo tempo con un po’ più di fortuna invece che il palo avrebbe potuto segnare il goal vittoria, ma il Principe in quanto a cinismo e fiuto del goal non ha rivali.

Con un bilancio di due vittorie e tre pareggi, parlare di mal di trasferta è un po’ eccessivo, ma non ci sono dubbi che lontano da San Siro la squadra debba migliorare nella gestione della gara. Le amnesie si pagano a caro prezzo e finora sono costate sei punti, un’enormità dopo un quarto di campionato. Domenica c’è un’altra trasferta al Friuli, altro campo ostico violato solo dall’invincibile Roma di Garcia dopo 22 gare di imbattibilità. Tappa fondamentale nel processo di crescita della squadra, che ha bisogno di un filotto di vittorie per avvicinare le prime tre. E sognare un campionato non da comprimaria…

Fonte: goal.com