Nelle intercettazioni sul caso Suarez spunta Paratici

Quando nei colloqui tra dirigenti e docenti dell’Università per gli stranieri è cominciato a circolare il nome di Fabio Paratici, già direttore sportivo e ora Chief football officer della Juventus, uno degli intercettati s’è lanciato in un entusiastico “è più importante di Mattarella!”.

Un’esagerazione che – scrive il Corriere della Sera – equivaleva a indicare un motivo in più per mettersi a disposizione della società che s’era mossa, così dicevano tra di loro, attraverso un dirigente collocato addirittura un gradino sopra al presidente della Repubblica. È uno degli indizi di come e perché l’ateneo perugino abbia attivato il meccanismo (illecito per la Procura di Perugia) che ha portato a organizzare “l’esame farsa” di italiano per il giocatore Luis Suarez, necessario a farlo diventare cittadino europeo e fargli vestire la maglia bianconera. Sebbene non ci sia, al momento, la prova che fosse questa la richiesta della Juventus. Anche perché la voce del manager bianconero citato nei colloqui non è stata registrata.

“CON LA JUVE BUONI RAPPORTI”

“Con la Juve ho buoni rapporti. Ci stanno chiedendo di fare in fretta”, si raccontavano gli intercettati, riferendosi all’interessamento della società. Ma un conto è chiedere di accelerare i tempi, o anche invitare a farlo, per firmare un contratto prima della chiusura del mercato. Un altro è istigare a truccare l’esame. Distinzione che i pubblici ministeri guidati dal procuratore Raffaele Cantone hanno ben chiara nel portare avanti l’indagine alla ricerca dell’ipotetico corruttore.

LE INTERCETTAZIONI 

“Tu sai che io ho buoni rapporti con la dirigenza della Juventus”, dice il rettore dell’università statale Maurizio Oliviero (non indagato) in una telefonata con il Direttore generale di quella per gli stranieri Simone Olivieri, inquisito per corruzione, falso e violazione di segreto. E aggiunge, si legge ancora, “dobbiamo aiutare il nostro centravanti”.

È il contatto che mette in moto la macchina che, nella ricostruzione dell’accusa, ha portato lo stesso Olivieri e la rettrice Giuliana Greco Bolli a “fornire le necessarie direttive” per attestare che il calciatore uruguaiano parlasse bene l’italiano, nonostante la professoressa che gli ha fatto un corso accelerato abbia ammesso: “Non spiccica ‘na parola”. È proprio lei, Stefania Spina, appena promossa docente ordinario di Glottologia e linguistica, a mostrarsi la più entusiasta per il supporto da fornire (e fornito) a Suarez. “Con lui vinciamo la Champions league”, s’infiamma in un’intercettazione svelando un ardore che rende pubblico su Twitter quando scrive una settimana fa, dopo la consegna del diploma: “Grazie Luis Suarez per la tua visita di oggi all’Università per Stranieri di Perugia. È stato un piacere averti come studente!”.