Nella calza dell’Inter nuovi acquisti? Allora Mancini sarà obbligato alla Champions

E’ stato lo stesso Mancini alla fine del match (il primo) vinto contro il Chievo a indicare dove intervenire a gennaio per potersi inserire nella lotta al terzo posto. La priorità per far decollare il suo progetto sono gli esterni offensivi e così gli acquisti di un difensore e di un centrocampista centrale passano in secondo piano.

Il Mancio farà di necessità virtù negli altri reparti, ma in attacco ha assolutamente bisogno di almeno un esterno per colmare un buco nella rosa. La gara di domenica sera contro la Lazio rappresenta uno spartiacque decisivo nella corsa dell’Inter alla zona Champions e con una bella vittoria il Mancio potrebbe presentarsi al super-vertice di mercato in programma l’indomani in una posizione di maggiore forza.

Almeno a parole la società per bocca del Ceo Bolingbroke è disposta ad assecondare le richieste dell’allenatore, senza fare follie e sempre con la mannaia del fair play finanziario ben in vista sopra la testa. In parole povere si cercheranno buoni colpi in prestito, a meno che non si sacrifichi un big (Guarin?).

Al suo arrivo il Mancio aveva ammesso di non conoscere tutti i giocatori a sua disposizione, ma dopo un mese si è di certo schiarito le idee e si è reso conto che con questo materiale è difficile optare per il 4-3-3 o il 4-2-3-1 se non adattando i giocatori in ruoli non loro (vedi Kovacic e Palacio larghi nel derby).

Non a caso a Verona lunedì sera, l’allenatore jesino ha sperimentato negli ultimi 20′ Dodò esterno alto, una soluzione in casa che può tornare utile se il mercato non soddisferà tutte le richieste. Ma che Inter aspettarsi a gennaio? I punti fermi sono senza dubbio Handanovic, Nagatomo, Ranocchia, Kovacic, Hernanes e Icardi.

Sono loro lo scheletro della squadra del 2015, a cui Mancini non disdegnerebbe aggiungere un centrale (Nastasic), un laterale basso (Kolarov) e almeno un esterno. Con pochi soldi in cassa, difficile accontentarlo in tutto, quindi Juan Jesus e il D’Ambrosio degli ultimi tempi possono rappresentare pezze decenti con cui completare il mosaico manciniano.

Gli sforzi della società, quindi, andranno in direzione di un esterno offensivo e si busserà alla porta degli scontenti delle big d’Europa. Il preferito rimane Alessio Cerci, ma l’Atletico chiede non meno di 11 milioni. Sotto la Tour Eiffel non se la passa bene Ezequiel Lavezzi, che vuole cambiare aria ma il Psg è un osso duro con cui trattare e il Pocho rischia di costare tanto (troppo).

Se ci spostiamo in Premier, si possono pescare giovani che hanno bisogno di giocare (vedi Januzaj del Manchester United e Salah del Chelsea, per i quali è percorribile la strada del prestito) o l’usato sicuro Milner, che il Mancio conosce bene per averlo avuto al City.

Se nella calza della Befana (o anche qualche giorno dopo), il Mancio si troverà un paio di gradite sorprese, quelle che gli consentono di cambiare modulo ed esaltare il suo credo calcistico, allora non ci saranno più scuse e il terzo posto diventa più un obbligo che un obiettivo.

FONTEgoal.com