A Napoli con il trio balcanico? Sì, perché…

La splendida prova di Adem Ljajić contro il Frosinone, potrebbe aver nuovamente mescolato le carte in casa nerazzurra. Infatti, se all’inizio il talento serbo mostrava indolenza nei confronti del mister, la gara di domenica sera potrebbe aver rimesso in discussione tutto. Adem si è infatti dimostrato pronto a giocarsi le sue chance, risultando decisivo in tre delle quattro marcature che hanno asfaltato la formazione romana. E Roberto Mancini comincia a notare (e ad apprezzare) questi cambiamenti nel ventiquattrenne di Novi Pazar, tanto da considerare l’idea di lasciare Mauro Icardi in panchina, a favore di un trio formato da Ivan Perišić, Stevan Jovetić e appunto, Adem Ljajić. Ma tale scelta si rivelerebbe azzeccata?

Imprevedibilità tattica

Lo schieramento in contemporanea dei tre giocatori balcanici si è già visto nel match vittorioso contro la Roma. Nessuno dei tre è una vera prima punta, e questo consente di non dare punti di riferimento alla difesa avversaria e garantire una certa imprevedibilità tattica. Anche nel match contro il Frosinone si è visto come Adem e Stevan svariassero lungo tutto il fronte offensivo, mandando all’aria le marcature della formazione di Roberto Stellone. La difesa del Napoli è la seconda meno perforata del campionato, e la mancanza di un attaccante boa, potrebbe favorire le azioni offensive dell’Inter. La velocità di Perišić, unita alla classe di Stevan e Adem, potrebbe creare seri problemi alla retroguardia partenopea. La staticità di Icardi non favorirebbe una formazione di questo tipo, molto offensiva, anche se la partita con i giallorossi ha dimostrato che tutti i giocatori in campo attaccavano e difendevano. È probabile inoltre che la partita si giochi soprattutto a livello tattico, e l’ordine fra i reparti potrebbe di conseguenza essere la chiave fondamentale per tentare di sbancare il San Paolo. La duttilità tattica dei singoli potrebbe fare quindi la differenza.