Moratti-Thohir, una trattativa lunga cinque mesi

Tutto era cominciato con una “voce” buttata là, il 10 maggio scorso: Moratti sta trattando la cessione dell’Inter con un certo Thohir… Un’estate fa, estate 2012, aveva progettato un accordo con un gruppo cinese, poi bloccato. Questa di Thohir è una pista indonesiana. Sarà vera? si diceva. Eccome se lo era, e lo è stata fino in fondo. In una trattativa non facile e alla quale mancano ancora i dettagli delle cariche finali. Vale la pena ripercorrere le tappe. Eccole.

10 maggio  –  Le prime voci su offerte per le quote nerazzurre: si parla di indonesiani (con a capo  Erick Thohir), ma c’è anche un altro gruppo interessato, quello dei kazaki. (Ad aprile la Saras, azienda di famiglia di Moratti, aveva ceduto parte delle quote alla Rosneft).

21 maggio – Incontro nella sede dell’Inter con alcuni emissari del gruppo indonesiano che cominciano a parlare di numeri concreti.

28 maggio – Indiscrezioni che parlano di un incontro tra Moratti e Thohir, il capo della cordata indonesiana, che si sarebbe tenuto nella villa del presidente ad Imbersago.

3 giugno – puntano le prime cifre: si parla di un’offerta per l’80% dell’Inter per 260 milioni di euro e di un piano B cioè la cessione graduale delle quote. Il nome di Thohir diventa noto: “Devo imparare l’italiano”.

14 giugno – Moratti ammette per la prima volta di avere contatti con Thohir.: “Faremo la trattativa solo se sarà una cosa buona per l’Inter”.

25 giugno – Le trattative non si fermano. Gli studi legali di Moratti (Cleary Goettlib, Roberto Casati consulente esperto in acquisizioni e cessioni)  e Thohir (Jones Day e in particolare con l’avvocato Marco Lombardi) continuano a preparare i documenti.  Moratti: “Se conosco Thohir? Per il momento lo conosco come persona molto per bene, viene da una famiglia di industriali importanti.  L’intenzione è quella di trattare e capire se ci intendiamo noi due, dopo si può vedere”.

14 luglio –  i primi giorni di Mazzarri in nerazzurro  a PInzolo, quando, nella sorpresa generale, Moratti sbarca a Pinzolo: i tifosi arrivati nel ritiro per il fine settimana sono più di seimila e con cori e applausi gli fanno sentire il loro affetto: “C’è un solo presidente”, cantano. Sembrano voler allontanare l’idea-Thohir.

19 luglio – Alcune cifre: si parla del 75% delle quote in vendita e spunta il nome diLeonardo: l’imprenditore asiatico d’accordo con Moratti avrebbe pensato di predisporre per il dimissionario dg del Psg un ruolo ‘alla Galliani’.

26 luglio – Thohir a Milan incontra Moratti. Dice:  “Se è emerso qualcosa dal summit? No, anzi”. Suo figlio Angelomario, il vicepresidente,, sembra fare da tramite per moderare quello che è sembrato l’incontro decisivo durante il quale era sorto qualche dubbio. Si definiscono altre cifre:  55% a Thohir e il resto nelle mani dei Moratti.

28 luglio – Parla Thohir, a Milano: “Cosa manca per chiudere l’affare? Questo dovete chiederlo al signor Moratti, io non posso dirlo. Come ho detto stamattina rispetto la famiglia Moratti, senza di loro l’Inter non sarebbe quello che è ora. Io sono venuto per incontrarli ma sarà il signor Moratti a decidere. Fiducioso? Si, lo sono”.

31 luglio – Si aspettano le firme e l’annuncio ufficiale: si parla di una scadenza fissata per il 31 luglio, altri è per fine agosto.  C’è chi parla di clausole da riscrivere e di ruoli che devono essere chiariti: il presidente vuole restare al suo posto e vuole un ruolo decisionale (non una carica onoraria), in più ci sono diverse cariche da gestire.

12 agosto – C’è una data indicata per il passaggio di consegne: il giovedì (22 agosto) prima dell’inizio del campionato, il 24-25 agosto. Ma le ore passano e dalle sedi legali della trattativa trapelano notizie di disaccordo. Fra documenti scritti, trascrizioni, traduzioni eccetera, ci sono punti che Moratti ritiene non condivisbili. Sopratttto sul ruolo da ricoprire, lui e alcuni membri della sua famiglia, nella nuova Inter.

31 agosto – Si fissa un termine per l’incontro Moratti-Thohir, metà settembre. Non a Milano, si parla di Londra o o Parigi, dove ha sede la banca Lazard, garante del buon esito della trattativa. Ci sono stati alcuni momenti di tensione, dicono si sia arrivati anche vicini a una rottura, ma le difficoltà sono state superate.

19 settembre – A Parigi l’incontro Moratti-Thohir, proprio nella sede della banca Lazard. Alle 20, Moratti rientra a Milano e all’ingresso della sede dell’Inter spiega che l’incontro è stato positivo e ora si procede con la messa a punto degli accordi. Le cifre: 30 per cento a Moratti, 30 a Thohir, 4° per cento a due partner indonesiani. Per le cariche da ricoprire, ci vuole ancora qualche settimana di lavoro.

21 settembre  –  Viene fissata l’assemblea dei soci, 28 ottobre. Moratti si impegna a coprire il disavanzo al 30 giugno 2013, 88 milioni di euro. A prescindere se il 28 ottobre ci sarà o meno Thohir. Questo per la continuità dell’Inter. Ma è verosimile pensare che a fine ottobre tutto sarà concluso. Si pone un limite per la firma degli accordi al 9 ottobre, 20 giorni prima –come vuole la prassi- dell’assemblea.

9 ottobre – Moratti, a domanda, risponde: “Le firme? Non ancora. Ma non ci sono problemi. La trattativa va avanti”. La conclusione dell’accordo si allontana: ma la sostanza dell’intesa non cambia. L’accordo si farà.

10 ottobre – Thohir parla, dagli Stati Uniti: “E’ una buona trattative e stiamo procedendo. Mancano alcuni dettagli, ma non dico quali. Se Moratti resterà presidente? Ne parleremo, quando sarà il momento”.

15 ottobre – Finalmente è lìora dell’annuncio. Dopo 5 mesi e cinque giorni, la trattativa si chiude. L’Inter apre una nuova era.

Fonte: Sport Mediaset