Moratti su Calciopoli: “Era un muro insuperabile, volevo mollare”

A pochi giorni dal closing definitivo, previsto per il 15 novembre, che sancirà il passaggio dell’Inter dalla famiglia Moratti al magnate indonesiano Erick ThohirMassimo Moratti, in un’intervista a ‘Sette’, il settimanale del ‘Corriere della Sera’, è tornato a parlare della cessione del club nerazzurro, che considera la scelta più giusta per il bene della società milanese.

“E’ stato giusto cederla a Thohir. – ha affermato l’imprenditore in un piccolo stralcio della lunga intervista – Non ho mai pensato di essere presidente dell’Inter a vita. Già nel 2011, dopo la Coppa Italia, ho pensato che fosse venuto il momento di fare un passo laterale, di trovare nuove soluzioni per il club”.

Secondo Moratti per garantire un futuro solido all’Inter dal punto di vista economico era neccessario aprire le frontiere. “Ho cercato una soluzione che aprisse nuovi mercati per il club”. L’era Thohir è appena iniziata, solo il tempo dirà se Moratti avrà fatto la scelta giusta.

Il presidente nerazzurro ha poi parlato dell’annoso tema di Calciopoli. “Era un muro insuperabile – ha affermato – Nel 2006 volevo mollare, pensai di cedere la società. Poi prevalse il senso di responsabilità e il rispetto per l’impegno preso”.

Il colpo di calciomercato di cui ancora oggi Moratti va più fiero è l’acquisto di Javier Zanetti nel 1995. “Il primo giocatore che ho visto e che ho scelto – ha ricordato – L’abbiamo preso ed è ancora con noi; adesso ho scoperto che viene dal pianeta Krypton e che giocherà ancora per 4-5 anni”.

L’acquisto più grande in assoluto di Moratti resta però quello di Ronaldo“L’ho preso perché era fortissimo ma anche perché nessuno credeva che l’acquisto fosse possibile, visto che lui giocava nel Barcellona. – ha dichiarato – È stato un ottimo affare, Ronaldo è arrivato a un costo alto, ma cinque anni dopo è stato rivenduto al doppio al Real e per l’Inter ha rappresentato un’immagine fortissima perché ci ha aperto al mondo”.

Un grande affetto lega ancora il presidente nerazzurro all’inglese Paul Ince“Un consigliere mi aveva sussurrato che sarebbe stato meglio evitare i calciatori di colore perché la curva la pensava diversamente.– ha rivelato Moratti sull’acquisto del centrocampista – Già lo volevo prendere perché è un grande centrocampista; così forse non per provocare o forse sì mi sono tolto l’ultimo dubbio ed è arrivato qui. La risposta del pubblico è stata fantastica”.

Grandi elogi poi per quello che è stato il suo grande pupillo, Alvaro Recoba“Un giocatore di grandissima classe. – ha sottolineato – Uno capace di sorprendere noi e se stesso, perché capace di realizzare qualcosa che non prepari ed è l’aspetto più bello”. Se il ‘Chino’ è stato croce e delizia dei tifosi nerazzurri, per Messi non c’è stato invece nulla da fare. “Era troppo legato al Barcellona”, ha risposto con un pizzico di rammarico Moratti.

Fonte: goal.com