Moratti: “Sono molto preoccupato per la situazione dell’Inter”

L’ex patron nerazzurro parla con Il Fatto Quotidiano: «Crisi del calcio? Se non riescono a inventarsi un nuovo torneo, come la Superlega, immagino che l’unica strada sia quella di limitare i compensi»

È preoccupato per l’attuale situazione dell’Inter?
“Sì, la preoccupazione c’è per forza. Questi signori sono arrivati e hanno speso e costruito una grande squadra. Deve essere successo qualcosa di grave in Cina. Li hanno obbligati a mollare le attività. Steven Zhang vuole mantenere il passo, ma per quanto tempo?”

Cosa pensa dell’iniziativa lanciata da Cottarelli?
“Credo che ci siano tanti tifosi interisti ricchi, che poi ci mettano soldi è difficile. E poi la quantità di soldi… Iniziative così ci sono anche in Germania e Spagna ma hanno una nascita politica e storica diversa. Le cifre di cui l’Inter ha bisogno non si raggiungono facilmente con queste organizzazioni. lo prendo come un atto di buona volontà”.

Cosa pensa in merito alla Superlega?
“Se è una via d’uscita lo è solo per poche squadre, cioè per chi partecipa. Se ne parla da anni, non è una novità. Non capisco come mai sia partita e finita così male, se anche volessero ripresentarla, adesso sarebbe molto più difficile“.

Molti raccontano che la sua famiglia ha sempre creato rapporti particolari con i calciatori
“Forse più ai tempi del mio papà. Alcuni calciatori mi chiamavano papà e la cosa non mi andava (ride, ndr). Lo facevano soprattutto Materazzi ed Eto’o, erano affettuosi”.

Giovani e ricchissimi, come li convinceva a fare vita da atleta?
“Faccio fatica a limitare la libertà degli altri. cercavamo di farli sentire responsabili vero i tifosi“.

Come immagina la Saras tra 10 anni?
“Io credo che adesso ci sia un mondo da costruire e di questo si ha paura, sul nuovo bisogna avere un coraggio notevole. Durante la pandemia, la crisi porta ad essere conservatori e invece adesso ci si è buttati totalmente sul nuovo, specialmente nell’ambito dell’energia. Ci saranno grandi trasformazioni“.

Avrebbe voluto comprare o abbattere San Siro?
“Avrei voluto comprarlo e renderlo moderno. la gente va allo stadio per la partita, in fin dei conti si va lì con uno scopo preciso e San Siro è il migliore per questo”.

C’è la possibilità che il Covid ridimensioni il calcio?
“Credo di sì, l’unica strada è quella se non inventano altri tornei. Bisogna limitare i compensi”.

Cosa pensa dell’addio di Conte?
“Mancanza di sfida e di attaccamento, anche se è un professionista serio e ha fatto benissimo. Ma ha una forte mancanza di attaccamento”

Come mai ha amato Recoba più di qualsiasi altro?
“Recoba era il più sorprendente, di Ronaldo sapevi quanto fosse fantastico. La persona che mi ha venduto Recoba mi disse, alla prima partita farà cadere lo stadio e contro il Brescia andò così. Poi era un po’ pigro”.