Moratti&Mourinho: incontro pieno di ricordi

Al termine del pranzo con Josè Mourinho in una delle sue residenza milanesi, Massimo Moratti ha raccontato ai giornalisti questo atteso incontro, carico di emozioni, ricordi e tanti sorrisi. Dopo 6 anni dal suo addio (o arrivederci) alla panchina nerazzurra, Mourinho è tornato a Milano per seguire l’Inter e rivedere gli amici di un tempo, soprattutto il suo ex presidente.

Moratti, uscendo dalla residenza, ha parlato ai cronisti presenti:
“Incontro? E’ andato bene bene, molto piacevole, tra amici. E’ stato molto carino. Pieno di novità e di ricordi, una cosa molto simpatica. Se in futuro Mourinho potrà tornare? No è una cosa di cui non si è parlato proprio lontanamente. Credo che lui stia pensando al suo futuro, ma in questo momento non riguarda l’Inter. L’Inter non sta cercando altri allenatori, quindi di questo non abbiamo parlato. Sì, abbiamo rivissuto assieme il 2010 e anche altri episodi del passato. E’ stato carino, eravamo molto rilassati, è stato divertente. L’idea è nata un po’ di tempo fa, già l’anno scorso ci aveva parlato di fare un incontro tra quelli che avevano vinto la Coppa. Poi lui non è potuto tornare per vari impegni. All’inizio di quest’anno poi ci siamo detti che un giorno, a colazione o a cena, si doveva organizzare, mi ha detto ‘vengo io a Milano, o lei a Londra, come preferisce’. E allora 20 giorni fa mi ha detto che questo sabato gli sarebbe andato bene, poteva venire giù lui. Ed ecco che abbiamo organizzato. Che sia la giornata più adatta o meno, non lo so, però comunque tra noi è stata una cosa molto piacevole e la finalità era appunto quella di incontrarci. Collegamenti con altri ragazzi del Triplete? No no. Quando un’Inter competitiva come quella del Triplete? Questo lo dovete chiedere ai nuovi responsabili, che stanno cercando certamente di costruirla. Ma ci si mette sempre tanto e non è facile. Accoglienza a San Siro per lui? Sono tutti molto affezionati. Spero che questo possa aiutare la squadra. Fantasia di riportare l’Inter in alto assieme? No non ho più fantasia (ride). L’incontro è stato talmente piacevole che sinceramente non poteva essere un incontro in cui parlare d’altro, ci siamo solo rilassati e ci siamo confrontati su quello che è stato e su come vanno le cose. Non è venuto in mente di fare programmi di nessun tipo, anche perché noi il nostro l’abbiamo già fatto. Se mi ha svelato che andrà a Manchester? No non sono sicuro di questo e di quello che farà, e nemmeno lui vuole dirlo a nessuno in questo momento. Ronaldo e Mourinho? Beh un’emozione piacevole, perché Ronaldo ieri è stato di una simpatia grandissima, così come Mourinho. Due persone di grande sostanza, capisci proprio perché sono di altro livello. Tutti e due sono tornati con uno spirito simpaticissimo e piacevolissimo, si sono integrati bene subito con le persone che avevano intorno. Sono tornati parlando nella stessa maniera di quando erano qua, e forse ancora con più facilità di rapporto. Mou ha detto che all’Inter è arrivato professionista e se ne è andato interista? Bella come cosa. E’ stato molto gentile e lo ringrazio. E’ un po’ lo spirito dell’Inter però, chi ci vive dentro può aver girato tutte le squadre del mondo, ma poi i problemi dell’Inter lo obbligano a sentirsi più interista (ride). Cosa aveva di più lui? Ognuno ha le sue caratteristiche. Mancini ci ha risollevato da una situazione difficile, ci ha dato la spinta a fare bene e ha vinto, per cui è stato molto importante per noi e lo sarà di certo in futuro. Mourinho ha raccolto questa situazione e ha dato ancora di più, con un carattere diverso e un modo più rapido, almeno nei tempi di successo, per poi andare altrove e vincere ancora. Tutti e due vogliono bene all’Inter. E sinceramente l’ho sempre saputo, ma oggi ho capito ancora più quanto Mourinho è affezionato all’Inter e a quel periodo. Inter attuale? Io sono tifoso dell’Inter, non sono un cinico ex professionista. Non lo sono mai stato. Mi è capitato di fare il presidente ma sono un tifoso. Fa male vedere alcuni risultati, ma ogni domenica si spera che questa sia quella giusta per ripartire, come capita a tutti, allenatori, giocatori e presidenti. Non perdi mai la fiducia, nemmeno di fare cose impossibili. Inter-Samp? Mi aspetto che siano concentrati fino all’ultimo minuto. Juve? C’è prima la Samp”.

 

FONTEfcinter1908.it