Moratti, fa un altro passo indietro?

Moratti sì, Moratti no. E’ un passo oltre il tormentone d’autunno, la panchina di Mazzarri. E’ il dubbio di fonte-Inter attorno alla “solitudine” di Erick Thohir, dal 23 ottobre privo del “presidente onorario”. E, si dice, col rischio che un altro passo indietro morattiano (tema: l’aumento di capitale), possa risolversi con una crisi gestionale. Difficile credere che vada così, ma il rischio -appunto- esiste.

Alle porte ci sono due scadenze da brivido. L’assemblea del 21 novembre, venerdì, per rifare il Cda con la nomina di tre nuovi consiglieri dell’area-Moratti (29,5 per cento del capitale). Il derby del 23 novembre, domenica sera, sul quale grava l’inquietudine permanente della panchina:

L’assemblea dovrebbe seguire una linea consolidata e senza scosse. Tre nuovi consiglieri, e avanti. Ma il dopo-assemblea prevede un aumento di capitale al quale ogni socio partecipa secondo le quote in possesso. Per la famiglia Moratti, sarebbero 14-15 milioni. Un obbligo oppure una opzione? Diciamo una opzione, intorno alla quale la famiglia medita, se è il caso o no di intervenire. E di assecondare le idee di Thohir che dopo un anno deve aver compreso che il distacco progressivo da Moratti non giova, ed è il momento di riavvicinarsi, di riavvicinare l’ex presidente al club. E alla squadra, lasciata un po’ “orfana” di dirigenti di riferimento. Per dire: di carisma.

Questo è il dubbio. Capire se Massimo Moratti sia ancora un personaggio-chiave per l’Inter. E per le sue fortune.

Fonte: Sport Mediaset