Moratti attacca la Juventus

Massimo Moratti ha inviato ad Andrea Agnelli un sms per complimentarsi all’indomani dello scudetto conquistato dai bianconeri lo scorso maggio e da un po’ i due non sono più protagonisti di accesi botta e risposta, ma difficilmente i presidenti di Inter e Juventus potranno andar d’accordo sul tema degli scudetti (28 o 30 quelli juventini?) e sulla Giustizia Sportiva. La conferma è arrivata ieri attraverso un’intervista rilasciata dal patron del club di corso Vittorio Emanuele alla trasmissione della Rai “5′ di recupero”. Ad agosto, quando fu annunciata la squalifica di 10 mesi di Conte, Agnelli non ha mai risparmiato giustizi duri («La Figc e la sua giustizia operano fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale») e dieci giorni fa, nonostante lo sconto di 6 mesi al tecnico bianconero da parte del Tnas, ha ribadito il concetto anche se usando parole più soft («Le istituzioni devono provvedere a una riforma profonda del sistema della Giustizia Sportiva che eviti le pericolose asimettrie e le ingiustizie verificate negli ultimi anni. Spero che questo appello sia accolto presto»). Moratti invece non ha intenzione di appoggiare la “crociata” del presidente della Juve e ieri lo ha fatto capire chiaramente: «Quando c’è una polemica, e qualcuno si sente colpito dalla Giustizia Sportiva perché ritiene di avere ragione, si comincia a voler cambiare tutto. Io però ritengo che la Giustizia Sportiva sia oberata di lavoro, anche perché ogni giorno c’è un problema serio e nuovo da affrontare. Credo sia difficile giudicarla negativamente». Due posizioni in netto contrasto, praticamente impossibili da essere conciliate. Sul caso Del Piero, volato in Australia dopo l’addio annunciato con molto preavviso da Agnelli, nessuna stilettata, ma una sottolineatura non è comunque mancata quando a Moratti è stato chiesto di Zanetti futuro dirigente: «Non sono nella Juve e non so le ragioni dell’addio di Del Piero che come Zanetti è un ragazzo fantastico. Zanetti comunque si è costruito il suo futuro da dirigente qui. Sempre che smetta come giocatore…»

INTER DA SCUDETTO – Se credo nello scudetto? Ci devo credere, così poi ci credono anche tutti i giocatori“. L’attestato di fiducia viene dal presidente dell’Inter, Massimo Moratti, intervenendo a Raisport per la trasmissione ‘5 minuti di recupero’. Moratti ha assicurato di non essere sazio di vittorie: “Non basta mai quello che hai raggiunto, quindi sei sempre pronto a ricominciare per mettere la squadra in condizione di ottenere i migliori risultati possibili“. “Da Presidente di questa società è mio dovere fare di tutto per prendere quella strada, soprattutto per i nostri tifosi che tanti sacrifici hanno fatto e fanno per sostenerci“. Stramaccioni come Mourinho? “Il paragone – ha spiegato Moratti – l’ho fatto sulla dedizione al lavoro. Se poi riesce a ottenere stesse vittorie di Josè ancora meglio“. “Quando qualcuno viene chiamato a rispondere si incomincia troppo spesso a pensare di voler cambiar tutto il sistema – ha detto a proposito della riforma della giustizia sportiva -. La giustizia sportiva è oberata di lavoro, devono affrontare molte cose serie e non mi sento di criticarla“. Il patron nerazzurro non è apparso preoccupato per l’interesse del Milan verso Guardiola. “Ma io ho già un allenatore bravo quindi nessuna preoccupazione“.

Fonte: Corriere dello Sport