Moggi: “Angelli è stato ingenuo, se la Juve conta 32 scudetti non…”

Moggi torna sulla battuta di Agnelli che aveva invitato a “perdonarlo” per quanto fatto: “Andrea è stato ingenuo, se la Juventus conta 32 scudetti non ho nulla da farmi perdonare”.

Dalla carta stampata alla televisione, Luciano Moggi è inarrestabile anche dopo essere stato radiato dal mondo del calcio in seguito alle vicende di Calciopoli. Stavolta il pulpito dell’ex Dg della Juventus è il ‘Processo del Lunedì’ sulla Rai, dove si parla ovviamente ancora della frase dell’altro giorno di Andrea Agnelli, che per la prima volta è sembrato alludere a delle ‘colpe’ della società bianconera, visto che ha invitato cristianamente a ‘perdonare’ Moggi.

Lucianone ovviamente non ci sta, tira fuori gli artigli per difendere ancora una volta il suo operato ed usa la logica aristotelica nei confronti del suo vecchio ‘figlioccio’: “Andrea è stato forse un po’ ingenuo. Quello che non perdono è chi si è messo in tasca lo scudetto senza averlo vinto: questa era la sua frase forte, non il perdono nei miei confronti, quello non era il pensiero di Andrea. E se la Juve conta 32 scudetti non ho nulla da farmi perdonare…“.

Il mio potere – continua Moggi  – è stato quello di saper fare più o meno bene una squadra. Io in 12 anni non ho mai chiesto nulla all’azionista di rifermento eppure ho fatto una squadra che ha vinto la Champions e la Coppa Intercontinentale e ha dato 8 campioni del mondo all’Italia. Con noi abbiamo vinto un Mondiale. Dopo il 2006 avete visto quello che è successo nel campionato italiano? nel 2010 e nel 2014 siamo stati eliminati ai Mondiali al primo turno. E oggi ci sono tanti che mi chiedono consigli…“.

L’ex dirigente della Juventus insiste con la sua verità, inscalfibile – anzi, a suo dire, avvalorata – dalle sentenze: “Su Calciopoli aspettiamo il terzo grado di giudizio e poi vedremo. Quando le sentenze saranno passate in giudicato allora potrete parlare di Moggi condannato. Io lotto e spero di riuscirci per coloro che sono senza colpe. Io per adesso penso alla cassazione il 22 gennaio e poi vedremo il da farsi. Rimorsi? Ne ho tanti, sicuramente quello di aver dato una mano a tante persone che poi si sono tirate indietro. Io nella mia attività ho fatto solo del bene…“.

FONTEgoal.com