Milito promuove Icardi: “Ha tutto per diventare un top player”

Con i suoi goal ha trascinato l’Inter a vincere tutto in quella straordinaria stagione 2009/2010, ora gioca al Racing Avellaneda in patria ma i tifosi nerazzurri non lo hanno mai dimenticato: Diego Milito resta un totem nella storia del club di Corso Vittorio Emanuele, avendo lasciato un’impronta che difficilmente sarà cancellata.

Intervistato ai microfoni del ‘Guerin Sportivo’, il bomber argentino ha parlato proprio del momento positivo della sua ex squadra: “Ora le cose sembrano essere tornate a girare per il verso giusto dopo un periodo di transizione: era normale che ci volesse del tempo in più per riprendersi, l’Inter è una squadra di livello mondiale e tornerà a vincere. Mancini è l’uomo perfetto per ripartire, conosce al meglio tutto l’ambiente. La squadra ha giocatori validi e che sono cresciuti molto, hanno la personalità necessaria per affrontare i momenti difficili”.

Milito ha assistito al passaggio di consegne tra Moratti e Thohir: “Non ho avuto modo di conoscere a fondo l’attuale presidente, di Moratti però posso dirvi che per me è stato come un padre, una persona di una generosità straordinaria. Lo ringrazierò sempre per aver creduto in me e per avermi concesso la possibilità di vincere tutto a Milano”.

Le tifoserie di Inter e Racing sono molto simili: “Così come quella del Genoa, si assomigliano parecchio: il tifoso dell’Inter segue la squadra ovunque, così come quello di Avellaneda. Qui c’è un popolo che ha aspettato tanti anni prima di poter vincere il campionato, eppure non si è mai demoralizzato ma ha continuato a credere sempre nella squadra”.

Quasi cinque anni fa, l’Inter conquistava il Mondiale per Club: “Ricordo che volevamo riportare a Milano la coppa, anche se il chiodo fisso in precedenza è stato la Champions. Quell’Inter è stata la squadra più forte nella quale abbia mai giocato, volevamo entrare a tutti i costi nella storia e avremmo dato anche la vita se solo ce l’avessero chiesto”.

Artefice di quele vittorie fu anche Mourinho: “E’ stato tra i migliori tecnici della mia carriera, se non il numero uno in assoluto. Sa gestire il gruppo in maniera perfetta, oltre ad essere un gran motivatore: ricordo che si metteva tra noi ed i media esponendosi sempre in prima persona, questo suo modo di fare ci consentiva di esprimerci al meglio e giocare tranquilli, il suo obiettivo era far si che nello spogliatoio regnasse la tranquillità”.

Icardi potrà diventare il suo erede: “E’ ancora molto giovane, ma cresce sempre di anno in anno. Se continuerà in questo modo diventerà il punto di riferimento dell’Inter, ha tutto per essere un top player nei prossimi anni”.