Milan-Inter una vittoria nella sconfitta

Lo si sta dicendo da parecchio tempo, ma viste certe correnti di pensiero è bene ricordarlo una volta in più. Il “derby cinese” disputato ieri, è soltanto un’amichevole estiva,  pertanto il risultato, il gioco e la condizione fisica devono essere analizzati con la giusta prospettiva critica. La partita si è conclusa sul punteggio di uno a zero per i rossoneri, che a detta di tutti hanno dominato l’incontro rispetto a un’Inter piuttosto involuta, sia tatticamente che fisicamente.

Ma se andiamo ad analizzare la partita scopriamo che non è affatto così, e che anzi, forse ad avere indicazioni positive è stato più Roberto Mancini di Mihajlovic.

L’Inter del primo tempo ha giocato con quelle che possono essere definite le “terze linee”. Infatti gran parte dell’undici iniziale, era composto da giocatori della primavera, che difficilmente troverà spazio nella formazione della stagione 2015/16.

Questi ragazzi hanno comunque messo in campo grinta e voglia di fare, e tra loro spiccano anche alcuni nomi, che meriteranno sicuramente un occhio di riguardo per le stagioni future. Federico Dimarco ha già dimostrato le sue doti in queste prime uscite stagionali, e per la partita di ieri è stato impiegato come esterno di centrocampo. Deve ancora prendere confidenza con il torneo dei grandi, ma la stoffa indubbiamente c’è. Stesso discorso per Enrico Baldini, che ha dimostrato buoni numeri, sia in velocità che in dribbling, e Pedro Delgado, che ha buona personalità.

Per quel che riguarda Razvan Popa, ha alternato buone chiusure a distrazioni, ma anche per lui, c’era l’attenuante di non giocare vicino a un titolare.

Oltre ai canterani, in campo c’erano anche gli ex canterani, ovvero Longo, Gnoukouri  Santon e Andreolli. Davide Santon, pur essendo oramai da diverso tempo sul mercato, ha mostrato grande impegno e professionalità, garantendo spinta e copertura sulla fascia destra, riuscendo quasi sempre ad eludere la marcatura di De Sciglio.

La prossima stagione potrebbe essere quella della consacrazione per Assane Gnoukouri. Oltre ad aver impressionato Mancini, ha confermato tutto quel che di buono era stato detto di lui nella passata stagione. Dribbling, possesso palla, passaggi precisi e grande tranquillità in un ruolo nevralgico del campo. Faccia attenzione il nostro attuale numero dieci, Mateo Kovačić. Il giovane ivoriano rischia di fargli le scarpe.

Samuele Longo, che ha ricevuto attestati di stima da parte di Mancini, ha fatto salire bene la squadra  nei momenti di pressing rossonero, cercando di non dare punti di riferimento in attacco.

Andreolli ha fatto il suo, con chiusure precise.

Sembra quindi che le indicazioni positive ci siano, anche da parte dei canterani o ex-canterani. Una vittoria indiretta del settore giovanile nerazzurro, che arruola sempre giovani di grande qualità, in tutti i settori del campo.