Milan-Inter, dall’Orologio all’Assassino i luoghi che hanno fatto la storia rossonerazzurra

Mazzola e RiveraAspettando uno dei derby di più basso profilo degli ultimi lustri, con Milan e Inter che cercano di entrare nell’Europa dalla porta di servizio, i tifosi (e non solo loro) ricorderanno con un pizzico di nostalgia quel che da sempre è stato il contorno della stracittadina. Vecchi campetti e nuovi stadi, e ancora piazze, strade, vialoni. Ma pure locali e ristoranti, sedi storiche e palazzi moderni con terrazze e balconi. La pianta del derby rievoca luoghi memorabili e dolci ricordi, alle radici di una rivalità secolare che sempre si riaccende nella lunga settimana che precede la Sfida. Anche attraverso le memorie della città da sempre capitale del pallone, si possono descrivere sentimenti, ansie, palpitazioni di una sfida che coinvolge migliaia di cuori rossonerazzurri, quelli dei casciavit e dei bauscia.

Cominciò tutto all’Hotel du Nord et des Anglais di piazza della Repubblica: lì 115 anni fa Herbert Kilpin e Alfred Edwards davano vita al Milan Football and Cricket Club. Nove anni più tardi e due chilometri più in là, tra i tavoli del ristorante L’Orologio di via Mengoni, nasceva l’Internazionale Football Club. Le prime pallonate dei nerazzurri in corso di Ripa Ticinese, sulla sponda del Naviglio, coi fan raggruppati sulla linea del fallo laterale e le sfere di cuoio che spesso finivano in acqua. I primi calci rossoneri, invece, sul campetto al vecchio Trotter di via Doria, dove le porte neppure avevano le reti. Nel 1926 la genesi del San Siro rossonero, mentre l’Inter traslocava dal vecchio stadio Goldoni-Fossati all’Arena Civica. Il dopoguerra ci racconta la leggenda del Mago e del Paròn. La pasticceria Cova diventava quartier generale degli invincibili uomini di Herrera (i tifosi vip rossoneri si addolcivano la bocca dalla concorrenza, ovvero la Gattullo), mentre Rocco sceglieva via Amedei e il ristorante L’Assassino. E i tifosi? Viale Bligny era il quartier generale della Fossa dei Leoni, cuore pulsante della Sud.

Passiamo alle sedi. La dinastia Moratti si è spostata da Foro Buonaparte a via Durini, fino all’attuale corso Vittorio Emanuele. E il Milan? Dalla Fiaschetteria Toscana di inizio secolo passando per via Meravigli, la casa rossonera ha cambiato più volte indirizzo. Il Diavolo berlusconiano è passato da una sala dei trofei straripante, esibita fino a pochi mesi fa nei corridoi di via Turati, al Portello, nella nuova struttura di via Rossi voluta da Barbara Berlusconi. Ma altre abitudini, quelle culinarie e mondane soprattutto, non sono cambiate: Giannino resta, anche se in tono minore, il ristorante di fiducia del Milan per celebrare vittorie e firmare contratti. All’Inter invece si parla sempre argentino, in campo e a cena. Dal centro culturale di Comuna Baires in via Brioschi a El Gaucho, il ristorante di cui è proprietario capitan Javier Zanetti, che è anche socio con Cambiasso del Botinero. Una mappa in tinte rossonerazzurre che anche i tifosi ormai conoscono bene.

Fonte: ilgiorno.it