Mercato chiuso: come cambia l’Inter!

Il mercato di riparazione è concluso. È tempo di bilanci e voti, anche per l’Inter che dopo un mese sonnacchioso fa registrare nell’ultimo giorno di mercato un boom di arrivi. La società fino ad ora più operosa in uscita che in entrata, con qualche cessione annunciata e altre meno e molti giovani mandati in giro per giocare con più continuità e crescere, piazza colpi che tirano su il morale ai tifosi che avevano storto il naso al vedere il solo nome “dell’esperto” Tommaso Rocchi sulla lista della spesa di Marco Branca. L’estenuante trattativa con Paulinho si è risolta ancora una volta con un nulla di fatto, rimandata a giugno, si dice ancora in giro. Il nome in uscita che fa più rumore è di sicuro quello di Wesley Sneijder, che approda in Turchia dopo la telenovela degli ultimi mesi, che ha creato una spaccatura con l’Inter che pareva insanabile. La cessione più “dolorosa” è di certo quella di Coutinho, frutto di un amore mai sbocciato, e del poco spazio trovato sul campo anche a causa dell’ombra di Wes. Va al Liverpool, il ragazzo ha grosse qualità, sappiamo tutti che ne sentiremo parlare ancora, ma pare che alla fine la volontà del giocatore sia stata decisiva. Marko Livaja va all’Atalanta, cessione definitiva con accordo di partecipazione, l’Inter detiene ancora la metà del suo cartellino. Poi ci sono quelli che si allontanano momentaneamente ma torneranno: Alfred Duncan giocherà con il Livorno, Matteo Bianchetti va all’Hellas Verona, MacDonald Mariga torna a Parma, Lorenzo Crisetig passa dallo Spezia al Crotone, Daniel Bessa al Vicenza e Andrea Romanò va in cessione temporanea al Prato. Balotelli cosa c’entra in tutto in tutto questo? Sembra che l’acquisto di Supermario da parte del Milan, abbia dato il via alla rivoluzione Inter, quasi come se fosse un volersi mettere in pari, gli emissari della società nerazzurra e addirittura il presidente Moratti in persona si sono attivati per chiudere con esito positivo trattative mirate a coprire alcune mancanze che si erano evidenziate in questa prima parte di stagione. L’ultima poco prima della chiusura, l’arrivo di Juan Pablo Carrizo dalla Lazio, a tamponare l’infortunio di Castellazzi. Arriva Matias Ezequiel Schelotto. È l’esterno che voleva Stramaccioni. El Galgo (il levriero) fa della velocità e del fisico i suoi punti di forza. Argentino, destro naturale, all’occorrenza sa usare anche il piede sinistro. Zdravko Kuzmanovic, svizzero con passaporto serbo, è una vecchia conoscenza del campionato italiano, per giocato nella Fiorentina. Può giocare come centrocampista centrale o come interno destro in un centrocampo a tre. Venticinque anni, arriva a dare respiro al centrocampo anche vista l’entità dell’infortunio di Mudingayi. Diego Sebastián Laxalt Suárez, regista mancino uruguaiano, soffiato alla Lazio, arriva, firma, ma verrà tesserato solo a luglio. E infine la sorpresa: Mateo Kovacic, la promessa, il progetto. Mediano e regista di centrocampo classe 1994 è considerato uno dei più forti giocatori della sua età. Per averlo l’Inter ha dovuto battere la concorrenza – e ultimamente non è facile sentire queste parole – di società del calibro di Manchester City, dello United e del Real Madrid. Come cambia l’Inter? È il momento decisivo per la carriera di Stramaccioni. Con le partenze di Sneijder e Coutinho, l’Inter rinuncia definitivamente all’idea del trequartista, e i nuovi innesti potranno finalmente dare al centrocampo il giusto mix di qualità e fisico. A Strama il difficile compito di dare finalmente un’identità alla questa squadra, senza più alibi, il mercato di gennaio ha portato al tecnico tutti gli uomini che aveva chiesto. Se dovesse decidere di mantenere la difesa a tre la formazione potrebbe essere composta dal solito terzetto difensivo con Samuel, Ranocchia e Juan Jesus, a centrocampo Schelotto a destra, Nagatomo a sinistra, e il cuore tutto corsa e muscoli composto da Guarin, Zanetti (o Gargano), e Kuzmanovic con davanti Milito e uno tra Cassano e Palacio. Nel caso si tornasse alla difesa a quattro, si arretrerebbero Schelotto e Nagatomo sulla linea difensiva e il centrocampo potrebbe essere un rombo con Kovacic vertice basso, Guarin alto, Zanetti e Kuzmanovic interni.