Melo e i vecchi errori Mancini s’è arrabbiato Poi, negli spogliatoi…

Roberto Mancini lo ha voluto, fortissimamente, all’Inter per avere nel cuore del centrocampo un sergente di ferro, un duro che servisse ad alzare le barricate, a far girare anche la palla: uno di personalità, uno senza paura. Caratteristiche che, indubbiamente, Felipe Melo ha. Ma tutta la carriera del brasiliano è stata costellata da episodi come quelli di San Siro contro la Lazio. In cinque minuti Melo ha cancellato il buono fatto dall’inizio di stagione. Cinque minuti di follia.

Prima il fallo da rigore su Milinkovic-Savic, poi il rosso per il colpo da kung-fu su Biglia.Melo in cinque minuti ha mostrato tutto il suo campionario, condannando l’Inter alla sconfitta casalinga. E da quanto trapela, negli spogliatoi Mancini si sarebbe adirato nei riguardi di Melo, al pari di alcuni suoi compagni. Tanto da accendere i toni e quel che ne consegue. Ora, la breve vacanza, la tournée al caldo, il rientro per il ritorno in campo, Empoli-Inter. Per Melo come sarà? Ci possono essere sorprese.

I PRECEDENTI

Non è la prima volta che il brasiliano perde la testa. Per lui, quella contro la Lazio, si è trattata della settima espulsione in carriera in Serie A, la seconda stagionale. Con due rossi e quattro gialli si conferma il più “cattivo” della A, assieme a Perotti. Sulla “cattiveria”, in senso buono, Mancini ci aveva puntato: aveva bisogno di personalità. Che non manca, a Melo. Ma che al di là dei falli con la Lazio ha dimostrato di avere anche scarsa lucidità e precisione in fase di costruzione: una serata no, certificata dal terribile intervento sull’argentino.
I ricordi sono corsi al 2 luglio 2010, quando Melo condannò il Brasile all’eliminazione dai Mondiali 2010: contro l’Olanda prima sporcò il cross di Sneijder, infilando Julio Cesar. Poi calpestò Robben: rosso diretto, Brasile fuori con richieste da più parti di estrometterlo per sempre dalla Seleçao. Ma basti pensare al suo debutto in Serie A, con la Fiorentina, nel 2008: espulso per doppia ammonizione. Anche in maglia bianconera le espulsioni non sono mancate, tre.