Medel: “Se non avessi giocato a calcio avrei fatto il trafficante di droga”

Domani l’Inter giocherà a San Siro contro la Roma. Dopo essere stato fuori contro il Bologna rientrerà Medel che a La Gazzetta dello Sport ha raccontato la sua storia.

 “Nella vita ho fatto un sacco di errori. Una volta sono uscito dal parabrezza della macchina lanciata a 140 km/h. Quando arrivai in ospedale non sentivo più la gamba. Ho rischiato di finire nei traffici di droga, se non ci fosse stata la mia famiglia, ora non sarei qui. Poi ho imparato dai miei errori, e ho avuto fame, voglia , intelligenza”. 

Le hanno mai detto: “Non farà mai carriera”?
“Tante volte, nei campetti e dopo. Mi dicevano: “Lascia perdere, i sogni non si avverano mai””.

Lei è lo spot di chi ce l’ha fatta
“Ho lottato e poi ho svoltato. Ho sempre voluto fare il calciatore. Perseveranza, disciplina, intelligenza, un sogno e una famiglia forte e bella. Si chiamano segreti”. 

Lei cresce al Barrio Conchalì, Santiago.
“Andavo a giocare a calcio ogni santo giorno, ero sempre per strada, mio padre a volte mi prendeva per un orecchio e mi portava a casa. Lì al campo stavo bene perché c’erano i miei amici ma giravano anche persone non perbene e la droga. Bastava una distrazione per prendere la strada sbagliata. Se non avessi sfondato col calcio forse avrei fatto il trafficante”.

Quell’incidente in macchina quanto l’ha cambiata?
“Erano le sette del mattino ed ero in Cile, tornavo a casa avevo dormito poco, il sole davanti agli occhi e avevo fatto l’errore di non allacciare la cintura. Mi sono addormentato e ho perso il controllo, stavo andando a 140 e sono volato fuori dal parabrezza. Quando mi riprendo sono in ospedale. Mi tocco la gamba e non la sento più. Arriva il mio procuratore e mi dà una pacca sulla gamba e la sento. Certe cose ti rendono forti”.