Mazzarri racconta il suo destino: “Non mi hanno mai preso giocatori forti…”

E’ un Walter Mazzarri sconsolato – nemmeno più rabbioso come in precedenti occasioni – quello che si presenta a taccuini e microfoni al termine dell’ennesimo match deludente della sua Inter, fermata sullo 0-0 dal Catania a San Siro.

Appare sempre più chiaro che il tecnico livornese ha metabolizzato di essere capitato in un momento non esattamente esaltante della storia dell’Inter, probabilmente molto diverso da come l’aveva immaginato quando aveva lasciato il Napoli nella scorsa estate, ora per lui il problema è di farlo accettare a tutti gli altri, tifosi arrabbiati in primis…

Mazzarri si appella dunque ancora al dato economico, dei fatturati, di chi spende e di chi no, per spiegare con un pragmatismo elementare quale sia la motivazione prima e per lui insindacabile del momento difficile dell’Inter: “E’ un anno di transizione con 8 giocatori a scadenza di contratto e in cui si sta cercando di abbattere il monte ingaggi. Se si guardano certi parametri, come dissi anche a Napoli, ci sono squadre che partono avvantaggiate sulla griglia di partenza. Poi si prova a fare sempre il meglio per arrivare più in alto possibile“.

Non mi pare che per Benatia e Nainggolan la Roma non abbia speso poco – argomenta Mazzarri – Poi certo loro hanno avuto la forza di cedere Lamela e con quei soldi fare mercato investendo su dove serviva. La Fiorentina ha fatto un investimento su Rossi un anno e mezzo prima spendendo anche una cifra considerevole. E la Juventus è in una situazione in cui può programmare senza problemi dopo due anni in cui ha vinto due Scudetti investendo per portare diversi campioni a Torino…“.

Insomma, gli altri spendono, eccome se spendono, mentre l’Inter è stritolata in un immobilismo che è figlio del pesante ‘rosso’ che Thohir ha ereditato da Moratti. Non si può comprare se prima non si vende, il ‘fairplay finanziario’ detta la linea per non rischiare poi di subire brutti scherzi quando l’Uefa si ritroverà sotto mano i bilanci nerazzurri.

Mazzarri ormai questo lo ha capito e nella intera vicenda vede un filo conduttore che accompagna da sempre il suo destino: “Qualcuno sostiene che un bravo allenatore è quello che si fa prendere i giocatori forti. Ebbene, io non ci sono mai riuscito nella mia carriera. Mi trovo situazioni in cui questa fortuna non ce l’ho… Pensate che non mi piacerebbe?“. Amarezza, tanta amarezza…

Fonte: goal.com