Mazzarri: “Questo per noi è l’anno zero, pensiamo a crescere”.

Buona la prima, adesso il Catania. L’Inter è pronta per la trasferta di Catania, che l’anno scorso fece soffrire e non poco la squadra nerazzurra. Prima trasferta ufficiale per Mazzarri. Ecco le sue parole in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro i rossazzurri:

A Catania stanno caricando l’ambiente. Che approccio deve avere l’Inter? Il Catania è più forte?
“Il Catania giustamente sta portando dalla loro parte le positività, fa parte del gioco e va benissimo ma deve interessarci di estraniarci da tutto e tutti contro una squadra che gioca bene al calcio. L’ultima partita a Firenze sono stati sfortunati, meritavano un pareggio. Questo la dice lunga sulle difficoltà che avremo ma da martedì mentalmente e fisicamente abbiamo lavorato bene per fare una bella partita”.

Kovacic come sta?
“Ha recuperato ma deve recuperare bene la forma. Non so se giocherà per 90′, valuterò oggi se fare una staffetta, impiegarlo dall’inizio o no. Può essere importante averlo quando gli avversari sono più stanchi come successo col Genoa. Il ruolo lo sto valutando, gli do i miei consigli perché ha talento, è giovane. Va fatto crescere perché non ha mai partecipato interamente ad un campionato importante. Penso dall’altra parte che debba esprimere la sua qualità dalla trequarti in poi perché ha talento da vendere, invece davanti alla difesa salta l’uomo ma poi deve dare la palla. Nel futuro vorrei vederlo da trequartista, da mezz’ala offensiva, per liberarsi e segnare”.

Gli esterni sono fondamentali per te
“Sì, e penso che siamo cresciuti tantissimo rispetto al ritiro. Nelle ultime due partite, hanno segnato Jonathan e Nagatomo. Sono convinti, rispetto a 20 giorni fa, rispetto alla tournée americana ho visto convinzione nei propri mezzi. E sono curioso di vedere se si è cresciuti ancora”.

Quanto è importante un risultato positivo domani per preparare bene la sfida alla Juventus?
“Dobbiamo capire, guardando noi, cosa aveva bisogno questa squadra. Dovevamo secondo me levarci i retaggi del passato, attaccando e pensando alle ripartenze altrui, cosa che l’anno scorso non accadeva. Bisogna essere sicuri di attaccare essendo attenti a non essere scoperti. Poi il calcio è scritto, la partita di ieri lo dimostra. Abbiamo bisogno di non sentire addosso questa sensazione, dobbiamo giocare in maniera tranquilla. Spero che domani il processo di crescita vada avanti”.

Come procede il ritorno in squadra di Milito?
“Sta molto meglio, lo vedo convinto e anche lui, essendo un calciatore di un certo livello, deve dimenticarselo. Gli ho chiesto di aumentare il minutaggio in campo se se la sente. Sa cosa voglio dagli attaccanti, cercando di fare però ciò che voglio io. Sono fiducioso”.

FcInterNews.it chiede a Mazzarri se si sta pensando ad accorgimenti tattici per frenare l’asse Alvarez-Barrientos
“Sì, qualcosa faremo, ma non dico cosa (ride, ndr). Dobbiamo però attaccare noi, devono essere loro a preoccuparsi di noi. Logicamente studieremo la partita in fase difensiva, con le giuste raccomandazioni per frenare Alvarez e Barrientos”.

Domanda di FcInterNews.it: Jonathan può diventare come Zuniga?
“Una rondine non fa primavera. E’ troppo presto per dirlo. Parlo poco e cerco di fare i fatti. Attraverso il miglioramento dei calciatori cresce la squadra. E’ presto ma sono contento. I conti li faremo tra un po’. Zuniga dopo tempo è diventato ciò che è, questo voglio vedere da tutti i coloro che sono qui”.

Contro il Genoa si è parlato di Inter un po’ difensiva. E’ d’accordo?
“Dipende dall’atteggiamento tattico e centrale. Se avessimo giocato con due attaccanti puri anziché Alvarez e Palacio, sarebbe stato diverso? Non credo. Gli esterni sono fondamentali, hanno giocato benissimo e anche nel primo tempo abbiamo creato tantissimo sbagliando l’ultimo passaggio. Senza che la squadra avversaria, e non dimentichiamolo, che in passato veniva qui a fare belle azioni, giocasse. Io la squadra la valuto così”.

Quanto ci metterà la squadra a metabolizzare il suo impianto di gioco?
“Un allenatore che ha un progetto e che porta avanti delle idee deve trasferirle alla squadra. Penso che stiamo già facendo vedere tanto, ma è normale che ci vorrà ancora tempo per crescere. Giochiamo in maniera veloce, anche alla Reggina, alla Sampdoria. Questo si è visto quando i ragazzi si sono sciolti, col gol di vantaggio, pensando a fare il secondo gol e non prenderlo. Per diverse partite ci vorrà questo atteggiamento”.

E’ l’organico che lei voleva ad inizio mercato?
“Di mercato non parlo”.

Quanto hanno influito le sostituzioni nella gara col Genoa?
“Non è facile dirlo, ma penso che i tre giocatori che poi sono usciti hanno sfiancato il Genoa e poi gli altri freschi hanno fatto meglio sfruttando la situzaione. Non tutti i piani però vengono così, sicuramente anche domani farò i tre cambi e vista la panchina lunga sarebbe anche meglio farne di più”.

Come vede Pereira? Ci sono tante voci di mercato…
“Non vedo l’ora che finisca il mercato… Ho sempre parlato col ragazzo in un certo modo. Lui qui pensa soltanto a giocare, noi dobbiamo vincere. Per le altre cose ci sono i procuratori, le società. La vittoria si cerca attraverso il gioco. Lui era tornato in ritardo dalla Nazionale, fisicamente per adesso sta meglio Jonathan. Qualcuno in panchina deve stare”.

Conte ieri ha detto che la Juventus si è indebolita. L’Inter si è avvicinata? 
“I tifosi hanno capito il senso giusto di come agire. Pensiamo che questo è l’anno zero, pensiamo a crescere partita dopo partita non pensando agli altri. Col presidente ci diciamo sempre questo, e anche i tifosi lo pensano. A San Siro ho visto lo stadio vicino ai ragazzi e mi ha fatto piacere. Pensiamo alla nostra squadra, l’Inter deve pensare così”.

Farete la rifinitura a San Siro?
“Poi vedremo, dovevamo conoscere il campo. Non credo, a meno che non debba essere provato il campo. Io guardo tutto, anche il campo”.

Quando avverrà il passaggio qualità-preoccupazione degli avversari?
“E’ questo ciò che fa un’esperienza come me quando va in un posto nuovo. Di base voglio giocare la palla per 90′. Bisogna equilibrare la qualità al servizio della squadra, cioè pensando anche alla fase difensiva. Non è un discorso a sé stante, affrontando anche le altre squadre, gioca in una determinata maniera. Di base voglio giocare palla a terra, in maniera veloce. Poi devo capire il gruppo ancora, con qualche fantasma da togliersi in base alla scorsa stagione”.

Ha parlato di avere un cambio in più…
“La panchina lunga? Venimmo qui a giocare contro l’Inter, ho fermato il calciatore esperto che stava per entrare e ho fatto entrare Chavez. A Livorno feci entrare Lorenzo Insigne, che giocò 15′. L’ho voluta io la panchina lunga, ora sarebbe bello avere anche un cambio in più. E’ un’arma in più, per tenere in considerazione chi gioca meno. Quando ero piccolo io c’erano due cambi e 13 giocatori in ritiro”.

Cosa deve pensare una squadra che guarda al futuro?
“Domani penso che il Catania partirà forte perché gioca in casa. Preparo tutto, per noi stessi. Sappiamo cosa fare se ci pressano alto, basso, se ci aspettano. Abbiamo preparato tutto. Questa squadra però non fa tutto perché sta crescendo. Quando faremo diverse letture tattiche, ci sarà un grande salto di qualità”.

Genoa e Catania sono squadre diverse?
“Loro a Firenze hanno fatto molto bene, le squadre hanno giocato in maniera simile. Poi dipenderà anche dal nostro modo di giocare, anche in attacco, dipende dal pressing che faremo”.

Hai detto che l’Inter deve vivere alla giornata?
“No, ho detto di vivere domenica dopo domenica senza porci limiti. Prima tireremo le somme alla partita, poi tireremo le somme alla fine. Se a marzo stiamo facendo un campionato di un certo tipo non ci nasconderemmo, ma adesso deve parlare il campo come ha detto Ranocchia. A me piacciono i bilanci finali, poi un mezzo bilancio si fa alla fine del girone d’andata. In casa o fuori casa non deve cambiare l’Inter. Poi vedremo cosa succederà. Ma i mezzi bilanci non sono definitivi. Il girone d’andata delle mie squadre nuove è sempre stato inferiore rispetto al girone di ritorno”.

Fonte: Fcinternews.it