Mazzarri come Mou. E meglio di Mancini-record

Inter da scudetto? “Ditelo voi, se volete”. Mazzarri  non avanza pretese: si gode il momento. Il giorno dopo Inter-Fiorentina 2-1, prima vittoria in rimonta, prova di carattere e qualità (e anche di errori, ci mancherebbe), il campionato apre le porte-scudetto anche ai nerazzurri. E scrutando la storia recente della squadra (Mancini, Mourinho e Stramaccioni), proviamo a capire se è il caso di illudersi e sognare. O no.

Partiamo dall’Inter da primato. Stagione 2006-2007. Mancini in panchina, Ibra appena arrivato, record assoluto di punti a fine stagione (97), frutto di 30 vittorie, 7 pareggi e 1 sola sconfitta. Inimmaginabile.  Beh, quell’Inter aveva cominciato addirittura meno bene di questa, 11 punti nelle prime 5 gare: vittorie con Fiorentina, Roma e Chievo, pareggi con Samp e Cagliari. Che dire? Era una squadra già molto strutturata, alle spalle due stagioni con Mancini che l’aveva costruita, e poi arricchita -estate 2006- con Vieira e Ibrahimovic, via dalla Juve dopo Calciopoli. Partita con non pochi vantaggi interni, e in un campionato senza la Juve (in B), con Milan, Lazio e Fiorentina penalizzate, e la sola Roma a fare da contraltare. Ecco poi l’Inter del Triplete, altro primato assoluto, 2009-2010 e il mito di José Mourinho. Prime cinque gare e 13 punti, come oggi, Partendo da un sofferto pareggio interno con il Bari (1-1), poi il 4-0 al Milan e successi con Parma, Cagliari e Napoli. Quello scudetto, corredato dal successo in Coppa Italia e -di più- dalla notte magica del trionfo di Madrid contro il Bayern, fu soffertisimo. A 4 turni dalla fine, la Roma era davanti 2 punti, continuava a vincere e solo un incredibile rovescio interno con la Sampdoria (1-2), consentì all’Inter di Mou il sorpasso, con l’ultima tappa a Siena e l’1-0 siglato da Milito nel finale. Ma quella era un’Inter di fenomeni, dove Eto’ò si sacrificare a fare il mediano, per intenderci. Ieri come oggi, siamo a quota 13. Il che può solleticare le fantasie. Ma solo numeriche. E veniamo alla penultima-Inter, quella di Stramaccioni. Che dopo 5 partite aveva 9 punti, 3 vittorie e 2 sconfitte. Una squadra un po’ così, partita in maniera strana: 3 vittorie fuori casa (Pescara, Toro e Chievo) e 2 sconfitte interne (Roma e Siena). Un allenatore molto giovane, un gruppo che veniva da una stagione balorda (Gasperini poi Ranieri e nel finale Strama, appunto) e che fra ottobre e novembre s’era trovato lassù: dopo la quinta di campionato, ecco arriare  sei vittorie consecutive l’ultilma delle quali in casa della Juventus (3-1) e Strama ribattezzatto il giovane Mourinho. Poi sappiamo com’è finita. Nono posto finale. Ecco i precedenti: dal primato di punti al Triplete fino al nono posto. Ecco perché Mazzarri predica prudenza e si gode i primi frutti. Ecco perché la storia del calcio e dell’Inter è piena di conferme e di tremende delusioni, e l’ultima vissuta dai nerazzurri è un campionato terribilmente amaro. Stavolta però -e lo dicono tutti, ma si sapeva, si sapeva- c’è un personaggio sulla panchina, Walter Mazzarri, che è sempre stato indicato come il vero top player del mercato estivo di Masimo Moratti. E da top player si sta comportando.

Fonte: Sport Mediaset