sabato, Maggio 21, 2022
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Da Mazzarri a Mancini: due giorni di trattative e maxi-contratto

Inter da Mazzarri a Mancini, tutti i retroscena: due giorni di trattative, maxi-contratto per il ‘Mancio’ – Goal.com

La scintilla scatta due giorni fa. In gran segreto. Una settimana a Milano è bastata ad Erick Thohir per prendere in mano la situazione, incontrare faccia a faccia Walter Mazzarri, guardare sul campo la sua Inter. E ancora, soprattutto assaporare l’ambiente ormai quasi totalmente ostile all’allenatore e scoprire che nello spogliatoio c’erano troppe cose che non andavano. Questi punti hanno fatto la differenza, la serie interminabile di prestazioni inguardabili sul campo hanno fatto il resto. “Com’è possibile perdere 2-0 contro una squadra che la domenica dopo prende 7 goal?”, ha confidato Thohir sotto l’aspetto tecnico ai suoi uomini analizzando la gara col Parma. Saint-Etienne, Verona e la consapevolezza di un gruppo ormai scarico e senza comunicazione hanno significato la condanna di Walter Mazzarri. Esonerato.

Due giorni fa, appunto, Thohir al suo rientro in Indonesia ha scelto di confrontarsi con il suo entourage di fiducia. Un’analisi completa, durata ore, di tutte le componenti – dal campo allo spogliatoio, dai tifosi ai giocatori – che stavano mandando all’aria un progetto tanto affascinante sulla carta quanto palesemente irrealizzato. La scoperta su quanto accadesse tra Mazzarri e il gruppo è stata determinante: con tanti giocatori anche importanti, uno come Fredy Guarin ad esempio, non esisteva più comunicazione.

A proposito del colombiano, dal litigio di Livorno lo scorso anno si era passati al tentativo di pace. Durato due settimane. Poi ancora panchina, quasi guerra fredda, zero parole. Troppi casi in cui si arrivava a non parlarsi neanche, al massimo buongiorno e buonasera, diventato deleterio. Tutte situazioni che hanno saturato l’ambiente, privo di uno schermo come i gruppi storici degli scorsi anni, fino a far scattare lamentele, pessimi risultati, reazioni nulle a qualsiasi schiaffo subìto in campo.

Da parte di Thohir, c’è sempre stata fiducia tecnica nelle capacità di Walter Mazzarri. Ma preso atto delle crepe nella squadra è arrivata la decisione: contattare più allenatori, primo della lista Roberto Mancini, dopo di lui anche Walter Zenga. Poi, valutare concretamente condizioni economiche ed esonero. Gli uomini di Thohir hanno avviato i discorsi. E la scintilla è scattata anche a Mancini: non si aspettava la chiamata, si è preso due giorni per decidere. Fino alla scorsa serata, sul tardi. “Ok, ci sto: torno all’Inter”.

A quel punto, il resto è stato consequenziale: telefonata a Mazzarri dalla società in mattinata con avviso della decisione ufficiale. E l’accordo verbale con Mancini solo da mettere nero su bianco: contratto fino al 2017 a circa 3/3,5 milioni con bonus legati agli obiettivi da raggiungere. E una promessa, qualche rinforzo sul mercato di gennaio arriverà per (ri)costruire la sua Inter. Con una difesa a quattro e con il suo staff: ci sarà Fausto Salsano, probabilmente Carminati, contattato anche Lele Adani. Il desiderio poi sarebbe David Platt come vice, non facile; e qualche altra sorpresa negli uomini da non escludere già dalle prossime ore.

Così ripartirà l’Inter di Mancini, così è morta l’Inter di Mazzarri. Deluso, arrabbiato per la fiducia professata e non rispettata. Ma il calcio è questo. E che il meglio debba ancora venire, adesso, se lo augurano gli interisti.

Fonte: goal.com