Mazzarri: “Con l’Atalanta torna Samuel, non dobbiamo distrarci”

La vittoria col Verona ha restituito serenità all’Inter e a Walter Mazzarri, attesi adesso dalla difficile trasferta con l’Atalanta: “E’ una squadra ostica, bisogna essere concentratissimi ed evitare di rilassarci come è avvenuto sabato dopo il 2-0”. Poche indicazioni di formazione se non che “ho deciso di dare una chance a Samuel, è pronto”. Sul primato della Roma. “E’ un’anomalia. Senza di loro il campionato sarebbe stato più avvincente”.

Sull’Atalanta: “E’ una squadra ostica, non solo per noi. Sul loro campo sono molto aggressivi e concentrati. E’ sempre stato un campo difficile, e oltretutto il gruppo lavora per la maggior parte con lo stesso tecnico da tempo. Sono pericolosi, vanno presi in considerazione nel giusto modo. Bisogna essere concentratissimi: come abbiamo visto col Verona, quando siamo tutti molto attenti possiamo fare bel calcio ma se ci rilassiamo rischiamo”.

Sul turnover: “Samuel gioca, sta bene, si allena da un po’ ed è al 100%. Avevo già intenzione di farlo esordire sabato. Per gli altri reparti devo ancora decidere e valutare bene la condizione di ognuno. Col Verona abbiamo fatto bene, quindi la mia intenzione è di confermare chi ha giocato. Dipende dalla condizione fisica”.

Su Samuel: “Posso impiegarlo in mezzo o a sinistra, ma devo parlare anche con gli altri difensori per capire come impiegarli. Nella gestione del reparto difensivo devo tener conto di tante cose fra cui le diffide”.

Sulle prossime due trasferte: “Misureranno la nostra personalità. In Italia il fattore campo incide. Ci sono dei giocatori che devono crescere, contro Atalanta e Udinese sono delle prove importanti, che ci diranno molto sul nostro cammino”.

Su Palacio: “Lo avevo richiesto quando giocava nel Genoa. Ha le caratteristiche che piacciono a me: è generoso e ha super doti tecniche”.

Su Campagnaro: “La sensazione è che per le prossime due partite non sia recuperabile. Quando arrivano gli infortuni, scade la forma. E per i ritmi del calcio moderno bisogna pensarci molto a quando rimettere un giocatore in campo. Se facevo giocare Campagnaro era perché lo reputavo più in forma, ma bisogna valutare anche chi lo ha sostituito. Io non ho visto troppi errori da parte di Rolando, poi se vogliamo vedere gli episodi sfortunati e dire che sono errori… Io guardo come gioca il reparto e valuto se il singolo fa quello che abbiamo preparato. E da quel punto di vista non ho visto grossi errori del reparto. Il calcio non è una scienza esatta, se uno manca non posso certo piangermi addosso. Ma il reparto non è sbandato senza Campagnaro, certe cose sono successe. La Juve ha avuto due grosse occasioni con Campagnaro in campo, il calcio è questo. Non ci sto a certi discorsi, non fa parte della mia filosofia”.

Un bilancio dei primi mesi: “Oltre ai risultati, valuto le prestazione, come si muovono i giocatori. Sono soddisfatto di quello che finora mi hanno dato i ragazzi. Certo, mi dispiace aver lasciato qualche punto per strada, soprattutto partendo dalle ottime prestazioni che abbiamo fatto”.

Sulla Roma: “E’ difficile che una squadra ne vinca nove su nove all’inizio del campionato. Si tratta di un’anomalia, stanno facendo qualcosa di difficilmente prevedibile, non so quando potrà ricapitare. Ma anche altre squadre stanno facendo un buon campionato. Senza l’exploit della Roma sarebbe stato ancora più avvincente. Ci sono tante squadre vicine, a differenza dell’anno scorso”.

Sulle distrazioni difensive: “Non sono state tutte uguali. A Torino è una situazione anomala, perché abbiamo fatto 85′ in dieci. E comunque quella volta siamo partiti male a livello di atteggiamento. Con la Roma abbiamo aftto benissimo considerando la forza dell’avversario, era una partita “segnata”, a loro è andato tutto bene, sono stati cinici. Con il Cagliari eravamo stati quasi perfetti. Da un punto di vista della solidità, ho sempre visto una buona Inter, ben messa in campo. Col Verona è stato un avvio perfetto, non gli abbiamo fatto superare la metà campo fino al 2-0. Forse a quel punto i ragazzi non hanno visto più il pericolo, si sono rilassati, e così abbiamo preso il cazzotto del primo gol. Lì mi sono arrabbiato”.

Sulla protesta di Galliani con gli arbitri: “Son tanti anni che faccio questo mestiere, conosco bene le sinergie. Quando un allenatore perde o vede cose che lo fanno arrabbiare è anche umano, visti gli interessi, arrabbiarsi. Credo di aver fatto molto bene a non andare, ancora oggi (il riferimento è al postpartita di Torino, ndr)”.

Su Alvarez e Icardi: “E’ possibile che Alvarez giocherà ancora come interno di centrocampo, se no sarà spostato. Icardi si sta gestendo per non peggiorare la sua situazione, è come un cane che si morde la coda. Vedrò se potrà essere disponibile se ci sarà bisogno, però non ha la tenuta per i novanta minuti”.

Sull’atteggiamento della squadra: “Vogliamo essere una squadra propositiva che però non vuole prendere troppi gol. Prendete Guarin: è un centrocampista con più attitudini difensive; se gioca Alvarez e poi un altro che non recupera la palla, i conti non tornerebbero più. Cambiasso ad esempio sa fare ambedue le fasi. Sono logiche dettate dalle mie idee e dalla rosa a disposizione”.

Una valutazione sull’impatto di Thohir: “Sarà il tempo a dire cosa accadrà, a priori non posso dirlo io. Bisogna vedere anche le idee che avrà il nuovo proprietario, io penso che quelli della famiglia Inter sono contenti per come sta andando quest’anno”.

Fonte: Sport Mediaset