VOCE AL TIFOSO: Mazzarri a mente fredda

Walter Mazzarri è il nuovo allenatore dell’Inter. No, non sono in ritardo, è solo che mi sono preso un po’ di tempo per riflettere, per metabolizzare. In questi giorni ho fatto mente locale su quali potrebbero essere i punti a favore, e quelli contro, e purtroppo a mio parere, la bilancia pende sempre dal lato dei contro. Mazzarri ha dalla sua di certo il curriculum, – che non mancherà di esibire in ogni occasione – mai esonerato in carriera, ha quasi sempre raggiunto, gli obiettivi di inizio stagione, obiettivi però, che spesso consistevano nella salvezza, o nella promozione in Serie A. Un decimo posto ed una salvezza all’ultima giornata con la Reggina – penalizzata di 15 punti dopo le sentenze di Calciopoli – una qualificazione UEFA con la Sampdoria ed una salvezza “complicata” l’anno successivo. Le cose migliori le fa a Napoli, riportando gli azzurri in Europa fino al secondo posto della stagione appena conclusa. Carattere e determinazione, le sue caratteristiche che trasferisce alle squadre che guida. Punta sull’organizzazione difensiva, la difesa a 3 è il suo assioma, guai solo a pensare di fargli cambiare assetto – un po’ come Gasperini – da questo punto di vista l’acquisto di Campagnaro, consente di avere un giocatore esperto nel modulo, e capace di far ripartire l’azione. Dal centrocampo in avanti non ha particolari pretese, in ogni squadra che ha allenato ha sempre cambiato modulo a seconda dell’organico che aveva a disposizione, gioca in contropiede, e spesso i suoi attaccanti hanno visto crescere la loro media realizzativa. Bisognerà abituarsi al fatto che si avranno pochissime sorprese sulla formazione, Mazzarri si affida a pochi titolari, e non ha probabilmente un idea chiara di turnover, se decide di far riposare qualcuno dei suoi giocatori, quel “qualcuno” significa cambiare tra i sette e gli otto elementi. A sentirlo parlare, Mazzarri non ha mai perso una partita per colpa, tutte le sue sconfitte sembrano essere state dettate da episodi, arrogante come pochi ed eterna vittima di soprusi. Arriva all’Inter tra le macerie di una stagione dove sarà difficile far peggio, i tifosi in primis, ormai disillusi, certo non si aspetteranno scintille, e quindi, sarà difficile giudicare obiettivamente il suo lavoro nel prossimo campionato, in quanto, il minimo risultato positivo sarà già un passo avanti.