Mazzarri inizia a raccogliere i frutti: l’Inter sembra pronta a sorprendere

Già prima della gara contro la Juventus avevamo rimarcato l’ottimo lavoro svolto da Mazzarri, che in brevissimo tempo ha ribaltato l’Inter riportandola a livelli più che accettabili rispetto agli standard mediocri di fine stagione. Durerà? Questo lo vedremo, probabilmente qualche scivolone psicologico (più che fisico) la squadra lo accuserà, ma la firma del tecnico ex Napoli c’è e si vede.  “Mazzarri è il top player nerazzurro”, aveva detto Lippi qualche tempo fa e la partita di sabato lo ha dimostrato.

Non solo quella però: “Tutti parlano del risultato di sabato, ma ricordiamo quanto abbiamo fatto con Catania e Genoa quando abbiamo vinto senza prendere goal – ha dichiarato dopo il pareggio contro i bianconeri un sempre attento Cambiasso – Dopo tre giornate abbiamo preso solo un goal, e ce lo ha fatto la Juve”.

E in effetti il – parziale – successo nerazzurro parte proprio da dietro: fondamentale l’inserimento di Campagnaro in una difesa che talvolta balbetta ancora, ma che almeno ora ha uno che non si dimentica le diagonali. Dopo 1’ l’argentino ha sventato un contropiede avversario che sarebbe potuto risultare letale, qualche minuto più tardi s’è ripetuto e per tutta la gara ha dato sicurezza ad un reparto che l’anno scorso, senza di lui, era alla deriva. Con lui a fianco, anche Ranocchia ha ritrovato fiducia e i tempi di chiusura. Juan Jesus, poi, ha completato un reparto quasi perfetto.

Il centrocampo folto e la tendenza a far arretrare 10 uomini dietro la linea della palla, ha consentito all’Inter di chiudere gli spazi: il modulo 3-5-1-1 in questo senso è fondamentale e consente di tenere i reparti stretti e dare una compattezza e un’ottima organizzazione difensiva alla squadra. Certo, poi quando si deve ripartire c’è tanto campo davanti, ma per il momento basta la freschezza di Alvarez e Palacio a colmare quel vuoto. In questo momento è importante infondere fiducia generale alla squadra e farle trasfusioni di autostima, anche a costo di rinunciare a qualcosa là davanti.

Fonte: goal.com