Mazzarri ha la sua arma segreta: la mossa che cambia la squadra

Un solo effettivo non può determinare una rivoluzione, certamente non tecnica, ma a livello di mentalità si può arrivare veramente agli antipodi. Sembra incredibile, ma tra l’Inter di Stramaccioni e quella schierata ieri da Mazzarri l’unico cambiamento era rappresentato da Saphir Taider: buon centrocampista con prospettive di divenire ottimo nel suo ruolo, ma certamente non il classico fuoriclasse in grado di cambiare le sorti di una squadra. Dovendo riscontrare i meriti di un tale cambiamento è evidente che Walter Mazzarri sia il principale protagonista dell’upgrade di casa Inter, e che oltre all’aspetto motivazionale siano state le sue scelte tattiche a trovar per ognuno la perfetta collocazione. Al di là di Rodrigo Palacio, sublime come da mesi a questa parte, al punto da non fare nemmeno più notizia, la menzione principale la merita la vera arma segreta della truppa nerazzurra: Ricky Alvarez.
La scelta di Mazzarri di collocarlo come mezzala ne ha scatenato pregi e virtù mettendone in secondo piano i vizi che lo contraddistinguevano. La responsabilità di essere nel cuore della manovra, al centro dell’azione, lo ha incattivito eliminandone le pause e creando un moto perpetuo in grado di cambi di passo che parevano inconciliabili con la flemma che ne contraddistingueva i movimenti dell’era pre Mazzarri. Un esperimento nato poco alla volta, da quei venti minuti con la Juve dopo 70 da seconda punta, in cui rubò palla a Chiellini in contrasto lanciando a rete Icardi in campo aperto, ma che ha dati alla mano regalato all’Inter il giocatore di maggior rendimento dell’intero campionato italiano. Il sesto a livello europeo.
Un’arma ammirata anche nel pomeriggio di ieri: palle perse vicine allo zero, ed il piacere di osservarlo con la sfera tra i piedi. Il capolavoro di Mazzarri sta in quella maglia numero 11. Il primo vero top player dell’Inter che verrà.

Fonte: tuttomercatoweb.com