Mazzarri e Benitez, storie che si intrecciano

Ad aprire questa partita è lo striscione che la curva del Napoli dedica al suo ex allenatore: “Mazzarri senza inchiostro sei stato l’autore di un film tenace ed emozionante, da chi il finale ha capito, sei ancora applaudito”.
Nonostante questo arrivano per lui anche fischi, sintomo che la tifoseria partenopea è divisa in due, una parte riconoscente e l’altra no.
Passano nove minuti e per il Napoli un tiro, un gol, segna Higuain (per un errore di Nagatomo).
C’è ancora tempo per sistemare le cose, non bisogna perdere la testa, non c’è tempo per condizionamenti psicologici.
Al 34′ bell’azione di Guarin, velo di Palacio e il Cuchu mette la palla in rete, ma anche in questa partita non si ha il tempo di esultare, che dopo appena 3 minuti il Napoli torna in vantaggio con il gol di Mertens.
Come se non bastasse arriva il terzo gol al 41′, è un Napoli grintoso e cinico.
Al 46′ Nagatomo si fa perdonare segnando il gol del 3-2, finisce così un primo tempo ricco di emozioni.
Il secondo tempo è all’inizio abbastanza equilibrato, ci sono occasioni da una parte e dall’altra, fino a quando Tagliavento decide di espellere Alvarez per fallo di mano a centrocampo, dandogli il secondo giallo.
L’Inter gioca gli ultimi minuti della partita in dieci.
Arriva all’81’ anche il 4 gol del Napoli, ma i brividi non finiscono qui, al 92′ viene assegnato al Napoli un calcio di rigore, Pandev contro Handanovic, vince Handanovic e la partita si chiude così.
I limiti della squadra sono evidenti, questa difesa non va, possiamo segnare 2, 3, 4 gol, ma se poi ne subiamo in ugual misura è tutto inutile.
Le disattenzioni difensive in questa partita son state davvero tante e con il mercato di gennaio bisogna assolutamente intervenire in questo senso, perché così proprio non va.
Questa partita ci lascia con l’amaro in bocca, ma non abbiamo il tempo di piangerci addosso, ci aspetta un derby, dobbiamo capire gli errori fatti e da questi ripartire.
Amala.