Mazzarri a cuore aperto: “Napoli? Io ho la coscieza a posto”

Per la prima volta da avversario al San Paolo dopo quattro anni. Walter Mazzarri torna a casa e domenica sera ritroverà i suoi ex tifosi, che hanno fatto in fretta a dimenticarlo e a sostituirlo con Rafa Benitez. Poco male, questa è la legge del calcio.

Il tecnico dell’Inter, ai microfoni del ‘Corriere delle Sera’ parla del suo rapporto con i tifosi partenopei: “Non ho mai chiesto niente a nessuno. I tifosi delle squadre dove ho allenato mi hanno sempre voluto bene. Poi, come succede quando due si lasciano, l’amore può trasformarsi in odio. Per domenica non mi pongo il problema; io ho presentato fatti e non parole. Ho la coscienza più che a posto. E poi un allenatore si deve valutare dal primo giorno in cui arriva in una squadra all’ultimo giorno in cui ha lavorato lì”.

Mazzarri ricorda alcuni dei suoi ‘fiori all’occhiello’: “Zuniga. Veniva dal Siena e all’inizio il San Paolo lo fischiava e con lui fischiava Paolo Cannavaro, che è diventato il capitano. E poi Cavani e Lavezzi. Guardate dove venivano e dove sono arrivati. Vuol dire che in quei quattr anni sono state fatte cose straordinarie”.

L’ex Reggina e Sampdoria parla finalmente di Inter e ammette che, ai tempi della firma con la società nerazzurra, non era a conoscenza dell’arrivo di Thohir: “Nemmeno ci pensavo. Quando ho incontrato il presidente Moratti, per la prima volta, il mio unico pensiero era la voglia di allenare l’Inter, di accettare la sfida. Non gli ho mai chiesto nulla di questo argomento. Credo di avergli detto solo: quando ci sarà qualche cambiamento, me lo dirà. Il mio dovere era ed è quello di portare il più in alto possibile la squadra che ho a disposizione”.

WM prosegue parlando di due giovani talenti non ancora sbocciati come Kovacic e Icardi: “Di Kovacic siamo tutti innamorati di come conduce il pallone; le qualità ci sono. Ma quanto è funzionale al nostro calcio quello che ha fatto lui l’anno scorso? Il ragazzo è un potenziale campione e ogni giorno gli spiego quello che deve fare. Va fatto esplodere facendogli capire tutta una serie di cose. Poi io devo pensare anche alla squadra, ma se Kovacic capisce tutto quello che deve fare, passo dopo passo, diventerà un campione. Su Icardi ripeto che ho chiamato Zanetti, Cambiasso, Samuel e Milito e ho detto loro di spiegare a Icardi quanti sacrifici hanno fatto loro per diventare campioni. Se capirà, diventerà un campione”.

Infine l’ultimo pensiero va a Cassano e a quel rapporto d’amore e odio: “Ho avuto due anni Cassano e credo che con me abbia giocato due grandi stagioni, forse le migliori della sua carriera. Io non smetto mai di parlare con i giocatori. Chiedete a Lavezzi: ho speso più tempo con lui che con mio figlio. Sono fatto così: penso al calcio 24 ore al giorno, a far rendere al massimo i miei giocatori. È il mio lavoro e il mio chiodo fisso”.

Fonte: goal.com