Mazzarri come Stramaccioni: l’Inter non difende da squadra

Mazzarri e StramaccioniDopo la sconfitta di ieri, Mazzarri si è appellato alla sfortuna. Pali, traverse e la mancanza di cinismo hanno punito un’Inter che, indubbio, avrebbe meritato di più nella gara contro l’Atalanta: “Abbiamo creato tantissime occasioni da rete, soprattutto ad inizio secondo tempo. A quel punto, avremmo dovuto segnare almeno uno o due reti e poi la partita si sarebbe messa in discesa. Invece, se non la butti dentro, poi si rischia quello che è successo…”. Tutto vero, ma…

Mazzarri fa bene a sottolineare il numero di palle goal create e, seppur indirettamente, a rimproverare i suoi per la mancanza di freddezza sottoporta, però – nel contempo – dimentica quante occasioni abbia creato l’Atalanta: i ragazzi di Colantuono hanno letteralmente dominato il primo tempo, con un possesso palla di personalità e qualità che l’Inter non ha mai avuto in tutta la stagione.  Cigarini e Carmona si sono messi lì, in mezzo, a dirigere le operazioni e hanno fatto girare a vuoto il pressing avversario. Nei primi 15’, dunque prima del primo goal di Bonaventura, i bergamaschi avevano già a tabellino la traversa di Denis e due paratone di Handanovic.

Poi, nel secondo tempo, soprattutto in avvio, l’Inter ha ripreso in mano la partita, ma è sembrata sempre una reazione di pancia, più che di testa: trascinata da un Guarin furioso, ha chiuso l’Atalanta nella propria metà campo, andando a sbattere contro pali, traverse e Consigli. Il tutto, però, come spesso accade, è stato frutto di un impeto anarchico dei suoi giocatori migliori (in particolare Hernanes nella prima frazione e Guarin fino a quando ha avuto benzina in corpo), piuttosto che di una prestazione corale.

Nel frattempo, i bergamaschi, pur in difficoltà, non hanno mai rinunciato a giocarsela e prima dell’ultima traversa di Jonathan, è stato lo stesso brasiliano a salvare sulla riga un gol già fatto di Brienza. Dunque l’Inter ha sì creato molto, ma se non ha concesso altrettanto, siamo lì. E questo non è un fattore secondario per uno come Mazzarri, che da sempre ha fondato i suoi successi su squadre corte, linee strette, difese attente e un’organizzazione tattica spinta al limite della maniacalità.

Tutto questo nella sua Inter non si vede, gli errori difensivi ricordano tremendamente quelli dell’era Stramaccioni: stesse (gravi) distrazioni dei singoli, ma anche una squadra che non difende da… squadra. L’errore del singolo, infatti, è conseguenza anche dell’incapacità di leggere le squadre avversarie e prendere le adeguate contromisure: contro un’Atalanta schierata col 4-2-3-1, uno tra Campagnaro e Rolando (entrambi senza uomo diretto) era di troppo e Ranocchia, lasciato uno contro uno, ha sempre dato la sensazione di soffrire Denis. Brienza (o Moralez) tra le linee e Bonaventura sulla sinistra contro Jonathan privo di raddoppio, hanno fatto il resto.

E’ vero che sulla prima rete di Bonaventura il contropiede atalantino è avviato da uno sciagurato errore di Campagnaro, e che sulla secondo qualcuno si è dimenticato di marcare l’uomo assegnatogli (dimenticare di marcare il proprio uomo? Ma come si fa?), ma anche questi sono segnali di un gruppo che dopo 9 mesi insieme non ha ancora metabolizzato gli insegnamenti del suo tecnico. E il fatto grave è che, anche se lo facesse ora nelle gare che mancano, potrebbe essere ormai troppo tardi…

Fonte: goal.com