Mazzarri carica l’Inter: “Faremo soffrire la Juve”

Walter Mazzarri lancia la sua Inter verso la sfida con la Juve: “Dovremo farla soffrire, metterla in difficoltà. Con una grande difesa e attaccandola con l’abilità dei miei campioni”. Ecco lo slogan del tecnico nerazzurro. “Conte? Non l’ho mai offeso. De Laurentiis? Non rispondo”. Elogia Palacio, esalta Alvarez e soprattutto il gruppo. “I tre punti valgono tanto, ma non sono decisivi”. Milito torna in panchina dopo sette mesi.

Inter-Juventus, si parte. Tutto l’organico a disposizione.
“Posso scegliere, e per me l’importante è trasmetere l’input per fare una grande prestazione”.

Quali motivazioni e spiegazioni ha dato alla squadra?
“Poche, al momento. Ci sono giocatori che sono appena arrivati. Ho detto loro soprattutto di riposare. Oggi parlerò a tutti. L’unica cosa che ho fatto ieri, è parlare ai ragazzi e correggere gli errori che abbiamo commesso a Catania.  E guardare la prestazione, essere perfetti in fase di difesa e attaccare quando è il momento”.

Quanto contano i tre punti contro la Juve?
“Qui si guarda solo ai tre punti. Io penso alla prestazione, a come imporre il proprio gioco perché alla lunga conta saper giocare da squadra”.

De Laurentiis ha detto: Mazzarri è un grande allenatore in Italia. Benitez è più europeo.
“Porto rispetto per il mio passato, per il passato e il presente del Napoli. Per  Benitez”.

L’obiettivo numero uno dell’Inter con la Juve. Le starebbe bene il pareggio?
“Può andare bene, ma il titolo non dev’essere che Mazzarri si accontenta del pareggio. Io chiedo ai miei la prestazione, una grande prestazione da Inter. Poi il risulato sarà quello che deve essere. La mentalità della mia squadra è precisa: compatti e solidi per difendere, ma saper attaccare saper fare male. Abbiamo armi e meccanismi per mettere in difficoltà la Juventus”.

Cosa deve imparare la sua squadra dalla Juventus?
“Deve acquisire l’autostima che ha la Juventus, e che nasce dal gioco, dai successi, dalla voglia di fare le cose per bene e a lungo. Verranno fuori, ne cono convinto”.

Cosa è accaduto fra lei e Conte?
“Non lo so chiedete a lui. Mai detto cose che possano averlo infastidito. L’unica cosa che dissi, era che la Juve aveva preso a modello il gioco del Napoli, ma era un elogio, non una critica. Io non ho offeso Conte”.

Cosa si aspetta da un giocatore come Alvarez?
“Io mi aspetto molto dalla squadra. Che può aiutare Alvarez: se non ha speso troppe energie in questi giorni in giro per il mondo. E’ un giocatore di grande talento e per lui vedo un futuro da grande mezz’ala. Ma contro la Juve è la prima grande partita che ci tocca. Se dovesse andare bene a noi, sarebbero tre rondini dopo Genoa e Catania, ma non sarebbe primavera. Anche un anno fa l’Inter vinse con la Juve. Poi sapete com’è andata. Oggi è solo la terza di campionato”.

La Juve ha 31 scudetti o sono 29?
“Certi argomenti non appatengono a noi allenatori. Sono cose di società, noi siamo esposti a troppe chiacchiere. Ci vuole serenità e civiltà”.

Derby d’Italia, grande rivalità. Quanto pesa?
“E’ anche bello che ci sia. Me lo dicono tutti i giorni, ma credo sia il lato positivo del calcio e dell’attesa e del grande interesse per questa partita”.

Dicono: la sua Inter ricorda la prima Juve di Conte.
“Forse per come siamo partiti quest’anno, come loro due anni fa. Ma non vedo altre analogie in altri settori”.

Alvarez ha detto: Mazzarri ci ha tolto la paura di perdere.
“Mi fa piacere che un mio giocatore dica così. E’ stato il primo obiettivo del mio lavoro. Al di là di quello che accadrà nella sfida con la Juventus, che può andare bene o male come risultato, ma dev’essere solo una partita, importante e non definitiva. A me interessa che l’Inter sappia crescere dopo le sfide con Genoa e Catania”.

Tevez e Palacio: l’Argentina preferisce l’interista al bianconero. Come se lo spiega?
“La Nazionale argentina ha un sacco di giocatori. A me fa piacere che vada Palacio, ma non è questa la spiegazione dei valori tecnici. Sono due grandi giocatori”.

Milito è pronto per giocare una partita del genere?
“Lo convoco, è a disposizione, lo porto in panchina. La forma migliore la deve trovare. Ora deve allenarsi bene, crescere. Questa è una gara in cui contano anche i tre punti”.

Nell’Inter c’è un giocatore che assomiglia a Cavani?
“Palacio è uno di quel livello. Ma nessun giocatore è uguale a un altro: Palacio come Cavani sa attaccare la profondità e fare gol. E’ un grande calciatore”.

Fonte: Sport Mediaset