Materazzi: “Fu Facchetti a impedire il mio approdo al Milan!”

Ospite dell’Inter Club ‘Peppino Prisco’ di Bitonto, Marco Materazzi ha ripercorso le tappe della sua lunga e vittoriosa carriera.

L’ESPERIENZA ALL’EVERTON – “Dal punto di vista calcistico molto positiva – si legge su Tuttocalciopuglia.com -. In quel periodo in Inghilterra era esplosa la mania degli stranieri. Loro sono molto nazionalisti, con gli stranieri sono un po’ restii. Per esempio al torello mandavano in mezzo sempre me e Dacourt, ma ci facevamo rispettare anche lì. Adesso è un passo avanti rispetto al calcio italiano, ci sono degli stadi incredibili. A livello familiare arrivavo con un figlio di sei mesi a Liverpool, dove praticamente non parlano inglese, sono molto chiusi. Fossi stato a Londra magari sarei stato meglio, infatti dopo sei mesi sono andato via”.

FACCHETTI – Era il 1° aprile 2001, Perugia-Inter 2-3: Materazzi segna un gol ed eguaglia il record del Cipe. “Lui negli spogliatoi mi disse ‘ora fermati, altrimenti mi batti il record’. Giacinto è quello che mi ha accudito e quello che ha permesso che io non passassi all’altra sponda (al Milan, ndr)”.

L’INTER – “Mourinho a Barcellona, dopo la semifinale, mi comunicò che avrei giocato la finale di Champions. Dovevamo fare la foto ufficiale di quegli anni, ma Leonardo ce l’ha vietata. Io ero già pronto con la mia coppa vera, quella che ho tatuato, per farla vedere in foto, ma quel giorno Leo disse: ‘Non si fa più la foto ufficiale’. Quindi noi non abbiamo la foto storica con le cinque coppe”.

JULIO CRUZ – “Parto da un presupposto: sono fortunato perché io non ho mai giocato contro Cristiano Ronaldo, Messi e il mio Ronaldo (ride, ndr). Un avversario che soffrivo era Cruz, quando era a Bologna. Alto, veloce, tecnico e picchiava”.

LA PASSIONE PER IL CALCIO – “Prima non c’era la PlayStation, non c’era la Wii, non c’era la televisione. Quindi giocavamo in mezzo alla strada, perché si poteva. Oggigiorno, di questi tempi non si può più uscire, perché bisogna stare sempre con gli occhi ben aperti”.