Marotta svela: “Hernanes?. Non è certo un fenomeno. Almeno l’Inter ci ha perso…”

Beppe Marotta si sofferma sulla gestione di Dybala: "Non esiste nessun dualismo con Allegri. Hernanes? Un'occasione di mercato. Abbiamo allestito una Juventus competitiva".

La Juventus stenta in campionato e, stando almeno all’ultima partita col Gladbach, anche in Champions. Beppe Marotta, però, non ci sta a buttare via tutto dell’annata bianconera e passa al contrattacco. “La stagione è iniziata con una vittoria di un altro trofeo. Forse ce ne siamo dimenticati”, polemizza l’ad della Juventus al termine dell’assemblea degli azionisti, alludendo alla conquista della Supercoppa Italiana.

Marotta non rinnega la rivoluzione estiva, necessaria a suo dire dopo un quadriennio di successi. “Bisogna capire quando bisogna rinnovare senza farsi coinvolgere dai sentimentalismi – spiega il dirigente bianconero – Abbiamo cambiato il 50% della rosa, abbassando l’età media da 29 a 26 anni. Il nostro è stato un rinnovamento profondo, non una rivoluzione. Il modello Juve resta vincente, la squadra è sempre lo specchio della società. Negli ultimi 4 anni abbiamo fatto grandi cose“. Su questo non c’è alcun dubbio.

Non vogliamo fermarci, vogliamo continuare a vincere e non abbiamo paura della concorrenza – aggiunge Marotta – E’ vero che siamo 14esimi in campionato ma c’è ancora tanto tempo per recuperare. E’ stato un anno particolare, abbiamo avuto difficoltà al di là delle aspettative ma hanno inciso molto gli infortuni”.

Ora, però, bisogna guardare al presente, orfani di trascinatori come Tevez. “Già a gennaio dell’anno scorso– ricorda Marotta – ci ha chiesto di andare in Argentina, siamo riusciti a gestirlo fino a giugno”. Come a dire, la responsabilità dell’addio è tutta dell’Apache, che i tifosi lo sappiano. “Non potevamo dire di no a Carlos, lo abbiamo accontentato. Da noi aveva dato il massimo e poi parliamo di uomini, non di macchine”.

Doveroso soffermarsi sul tema calciomercato soprattutto per quanto riguarda gli acquisti. Al posto di Pirlo è arrivato Hernanes, che sta faticando molto ad inserirsi negli schemi della Juventus. “Non rappresentava una prima scelta – lo gela Marotta – ma è stata un’operazione congrua”. Sincerità brutale, quella dell’uomo-mercato (con Paratici), di Madama. “Non abbiamo mai pensato di aver preso un fenomeno ma può farci comodo. All’Inter ha procurato una minusvalenza”.

Difficile, invece, credere ad un’altra ‘rivelazione’ marottiana riguardo al trequartista tanto invocato: “Allegri non ce lo ha mai chiesto, ci ha illustrato una serie di profili ma il modulo dipende anche dai giocatori che hai in casa”, è la versione del dirigente, che pure la scorsa estate aveva inseguito a lungo ed invano elementi come Draxler (poi passato al Wolfsburg). “Ma era una pista che avevamo abbandonato da tempo, il giocatore ci aveva garantito la sua disponibilità ad inizio luglio e poi ci ha ripensato, preferiva restare in Germania”.

A Torino non è arrivato un 10, bensì un’ala che pian piano sta tornando sui livelli del passato, ovvero Cuadrado. Marotta chiarisce una volta per tutte la natura del trasferimento del colombiano a Torino, cioè un prestito secco: “Non c’è diritto di riscatto, ma Juan ha manifestato la volontà di rimanere con noi. Parleremo con il Chelsea, sono fiducioso che tutto si concluda bene”.

Discussione in vista anche con un club nostrano, per uno dei talenti da tempo in orbita Juventus ed ormai pronto o quasi per il grande salto: Domenico Berardi, sul quale la Signora vanta un’opzione di riacquisto per la prossima estate. “Lo stiamo monitorando, con il Sassuolo abbiamo ottimi rapporti”, spiega un Marotta alquanto ottimista al riguardo.

Gabbiadini, invece, è stato lasciato andare, per di più ad una concorrente come il Napoli: “La sua cessione ha generato una plusvalenza, peraltro lieve. Negli anni sapremo se ci siamo mossi bene”. Il tempo delle parole è finito, bisogna voltare pagina: