Il calcio italiano si ritrova a fare i conti con un nuovo caso: quello legato alle decisioni di alcune ASL di non far partire alcuni giocatori chiamati a rispondere alle convocazioni delle rispettive Nazionali .

Tutti i calciatori di Roma, Lazio e Fiorentina , sono stati fermati poiché ‘in bolla’, insieme ai compagni di squadra, a causa delle positività di Edin Dzeko, José Maria Callejon, Ciro Immobile, Lucas Leiva e Thomas Strakosha recentemente riscontrate. Altre ASL hanno però deciso di agire in maniera diversa, dando quindi la possibilità di partire anche a elementi di altre squadre all’interno dei cui gruppi ci sono giocatori positivi al Covid-19 .

Tra essi ci sono anche quelli dell’ Inter che, nonostante la positività di Daniele Padelli , dovranno rispondere alle convocazioni delle rispettive Nazionali viaggiando con voli privati.

Un disagio non da poco conto su cui Giuseppe Marotta ha posto l’accento in maniera dura, come si evince da queste dichiarazioni riportate da ‘La Gazzetta dello Sport’.

“Vado oltre: se davanti a un caso di positività questa è la gestione complessiva della situazione, allora dico ‘boicottiamo le nazionali’. Sì, lo dico sul serio. Qui ne va della credibilità del sistema. Il calcio deve andare avanti, fa comodo a tutti. E allora il Governo ci dia una mano. E fissi regole certe. Se dovesse servire un momento di stop, propongo di fermarci tutti per 15 giorni, fissare un regolamento chiaro e uguale per tutti, e poi si riparta. Questa è una brutta figura per tutto il calcio italiano”.

Una cosa non giusta secondo l’amministratore delegato dell’Inter, che parlando all’ ANSA aveva invocato l’intervento del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora .

“C’è un forte rammarico, invoco l’intervento del Ministero dello Sport. Questa situazione è iniqua, porta a un’alterazione della regolarità delle competizioni. È assurdo che le ASL si comportino in modo diverso da Roma 1 o Roma 2, o da Milano a Firenze. Fermo restando che ci sono i protocolli rigidi, e che giustamente tutti dobbiamo rispettarli, c’è la zona d’ombra nella mancanza di centralità di questa gestione: e ogni ASL diventa centrale nella gestione del club. Diventa ancor più di rilievo il mio allarme di qualche giorno fa, con la richiesta di ridurre gli impegni delle nazionali”.