Mancini a Sky: “Con Mazzarri qualche punto in più. Osvaldo? Se si esagera…”

Ospite gradito negli studi di Sky Sport è Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, che si concede ai giornalisti Andrea Paventi, Mario Giunta e Stefano De Grandis e Alessia Tarquinio per parlare di Inter e non solo. Ecco le sue parole più significative a due giorni dalla trasferta di Bergamo, dove l’Inter non vince da 7 anni, quando c’era proprio lui in panchina.

In periodo di mercato Alessia Tarquinio l’ha definita “Il pifferaio magico”, che ne pensa?
“Racconto bene le balle (ride, ndr). Il presidente aiuta l’allenatore e la squadra, senza non si potrebbe giocare. Importante che Thohir ci abbia supportato, i giocatori poi hanno scelto l’Inter che è un grande club anche se non vince da un po’. Il mio appeal? Gliene racconto un po’. Se parli con un giocatore credo che questo sia felice. Abbiamo preso elementi utili oggi e per il futuro”.

Quanto serve per riportare l’Inter ai fasti di un tempo?
“Credo si debba lavorare bene ma non sempre bastano pochi mesi. Questa situazione è particolare per via dei moduli applicati prima, però non ho mai trovato tanti giocatori che seguano tutto ciò che facciamo. Aver perso certe partite mi spiace soprattutto per i giocatori che ci stanno mettendo tutto, per questo la vittoria di domenica mi ha reso felice”.

Hai trovato la collocazione di Kovacic?
“Giocatore molto importante per noi, ha qualità tecniche enormi e l’Inter ci ha puntato anche per il futuro. A volte dimentichiamo che ha 20 anni e non può prendersi sulle spalle il peso di una squadra. Serve tempo. Il ruolo non è importante, un giorno potrà giocare in tanti posti, le qualità non gli mancano”.

Viene poi proposto a Mancini un servizio sulla tattica della difesa:
“Dobbiamo ancora lavorare molto, a volte non facciamo bene certe cose, a volte benissimo. Ma serve altro tempo. Quando si prende una squadra in corsa non si può lavorare solo su un aspetto, qualcosa tralasci ma si migliora giorno dopo giorno”.

Ranocchia è in grado di comandare la difesa dell’Inter?
“Certo, uno dei due centrali deve farlo. Ma anche in questo bisogna lavorarci, non è così scontato. Dopo aver giocato a 5 cambia passare a 4. A 5 ci si può prendere qualche rischio in più”.

Capello è arcaico, maleducato o simpatico?
“Simpatico (ride, ndr).

Antonio Conte stakanovista, stagista o simpatico?
“Stagista”.

Mazzarri spavaldo, impermeabile o simpatico?
“Impermeabile”.

Ancelotti the best, battibile o magro?
“Magro”.

Mourinho numero uno, special tu o simpatico?
“Simpatico”.

Simeone braccino, pressante o simpatico?
“L’ho avuto come giocatore, pressante”.

Si passa poi ad analizzare il centrocampo con un servizio che ipotizza l’arrivo di Touré: “Come per la difesa a centrocampo bisogna lavorare. Ho sempre avuto fiducia in Guarin, grande giocatore, ma gli serve continuità. Si può cambiare un elemento ma se lavori bene le cose vanno sulla giusta strada. Touré? Piero (Ausilio, ndr) si è messo le mani in tasca!. Per me è uno dei miglior al mondo, gioca al City, molto dipende da lui se vorrà fare un’esperienza in Italia dopo aver giocato nei principali tornei d’Europa. Un bene anche per il calcio Italiano se arrivasse”.

Sulla testa Guarin deve migliorare?
“Tutti noi sbagliamo scelte ogni giorno, anche a lui quando gioca. Ma quando hai un secondo per decidere a volte si può sbagliare. Ma ha avuto un miglioramento enorme in questi due mesi”.

Icardi è un giocatore semplice da gestire? Cosa gli manca per far innamorare Mancini come riferimento offensivo?
“Icardi è un bravissimo ragazzo, semplice come gli altri da gestire. Come attaccante è giovane e deve crescere, poi ha una qualità fondamentale che è far gol. Gli chiediamo questo, poi sa che deve migliorare nella partecipazione alla manovra e nei movimenti, alcuni li ha naturali. E’ il classico attaccante del passato che fa gol e che può migliorare in certe situazioni di gioco, lavorandoci. Però ha una media gol altissima, se riesce a migliorare va tutto a suo vantaggio”.

Sconcerti è sempre stato innamorato di lei.
“Cosa reciprica, poi a Firenze pensavano male! Lui conosce il calcio come poche persone, sono quasi sempre d’accordo con le cose che dice”.

Che concezione ha del talento?
“E’ fondamentale, l’allenatore che ha giocatori di talento sono fortunati. Ma non basta, va aiutato lavorandoci. La storia è piena di talenti che non sono riusciti a esprimersi al 100%”.

Viene proposto poi a Mancini un servizio sulla manovra offensiva dell’Inter, confrontata con il City: “Abbiamo costruito il City in un anno e mezzo, un po’ di tempo ci vuole. Io sono orgoglioso di quella squadra, per me è stato un grande onore e spero che l’Inter entro un anno possa giocare così bene”.

Podolski sta impiegando tempo a carburare.
“Lukas è bravo e molto serio, ci sarà utile in campionato. Purtroppo abbiamo dovuto lasciarlo fuori dalla lista di EL. Negli ultimi 4-5 mesi aveva giocato solo una partita intera, ovvio gli servisse più tempo ma sta lavorando bene. Shaqiri ora sta trovando la condizione migliore”.

La fanno commuovere le dimostrazioni d’affetto dal Manchester City?
“Mi fanno molto piacere, i primi mesi sono stati difficili a causa della mentalità diversa. Ma dopo aver raggiunto gli obiettivi i tifosi sono stati felici”.

L’hanno definito un dandy.
“Si esagera a volte, ma li ringrazio. Ultimamente spendo più tempo ad Appiano che a curare il mio look“.

Gli vengono mostrate poi le foto dei figli: “Andrea in amichevole ha giocato così così. Per un padre è difficile. Lui deve lavorare di più e seriamente se vuole dare qualche calcio al pallone”.

Podolski e Hernanes stanno giocando poco, quale può essere il loro ruolo?
“Per Podolski stiamo lavorando con l’allenatore dei portieri (ride, ndr). Lui ha giocato fino alla gara col Sassuolo, è stato fuori a Napoli e contro il Palermo. Ma ci sarà utile. A 30 anni può dare tanto. Hernanes è fantastico, si sta allenando benissimo e può essere un giocatore importante in questi mesi. Lui per me è una mezzala, ma può giocare dietro i due attaccanti”.

Giovedì torna l’Europa League, quanta fiducia hai?
“Le coppe sono particolari, devi arrivarci con una condizione psicofisica giusta e devi avere fortuna. Quest’anno ci sono grandi squadre ma si gioca una partita alla volta. Conta molto il blasone del club, l’Inter ha vinto la Champions qualche anno fa. Speriamo di andare avanti ma è difficile dire cosa riusciremo a fare ora”.

Quanto è rimasto affezionato alla maglia del Bologna?
“Quelle sono cose che non si dimenticano, ho debuttato a 16 anni e in quegli anni era difficile. Eravamo in pochi, io, Galderisi, Monelli, zio Bergomi”.

Ha ricevuto tanti tributi da ogni parte del mondo.
“Se si potesse fare qualcosa per tornare indietro… Forse vivo di rendita, ma se vuoi continuare a fare le cose per bene devi essere attuale, il passato conta fino a un certo punto”.

Quella di Osvaldo è una sua sconfitta o una tua. So che c’è stata una colluttazione?
“Ormai è di dominio pubblico, cè stata una cosa che non doveva accadere ma non perché è successa a me. Io non ho nulla contro Osvaldo, è venuto da me, abbiamo parlato e ci siamo stretti la mano. Gli auguro di fare benissimo al Boca. In certi casi quando si esagera non sui può andare avanti. Osvaldo ha qualità, dipenderà da lui il suo futuro. Ora ha una grande occasione, gli auguro di tornare in Italia”.

Situazione analoga a Balotelli?
“Intanto gli faccio i complimenti per il gol. Sono persone diverse, non conosco bene Osvaldo. Ci conoscevamo da un paio di settimane. Mario ha bisogno di tempo, ha dimostrato di poter essere un grandissimo e penso possa aver tempo per tornare così”.

Cosa pensi dell’episodio di Lotito?
“Premetto che tifo Carpi e Frosinone. Tutti hanno diritto di provare ad andare nella massima serie e mi auguro continui così anche in Italia. Il calcio in Inghilterra è diverso”.

In quanto a media punti Mazzarri ha fatto meglio, ma i tifosi l’adorano.
“Magari sono partito con un po’ di credito e ho un vantaggio. Mazzarri è un bravissimo allenatore, noi che abbiamo scelto questo mestiere sappiamo che un club se le cose non vanno cambia allenatore. Credo che se Mazzarri fosse rimasto l’Inter oggi avrebbe qualche punto in più perché era costruita per il suo gioco. Ora conta che l’Inter raggiunga i traguardi che si era prefissata a inizio stagione, la media punti conta poco”.

Handanovic è stato tra i migliori da quando sei arrivato.
“Gli errori nella vita ci stanno, tutti finora hanno fatto il massimo. Handanovic è tra i migliori al mondo, non è detto poi che venga sacrificato qualcuno se raggiungiamo gli obiettivi. Ma a volte il calcio è strano, va via un giocatore importante, ne prendi due meno importanti e la squadra svolta”.

Quali rischi ci sono per domenica?
“L’Atalanta è un’ottima squadra ma gioca bene, è difficile da battere, l’allenatore è esperto e il campo è ostico. Dovremo fare una partita ottima per vincere, con la massima attenzione. A Firenze non meritava di perdere, non sarà facile”.

Il Napoli è una delusione?
“Il Napoli non è una delusione, è che la Juve va troppo forte e i partenopei hanno pagato l’inizio di stagione. Ma ha la squadra per vincere lo scudetto. Non c’è grande differenza tra Napoli, Juve e Roma come rosa, ma basta sbagliare 2-3 partite e perdi strada. Il Napoli ha un reparto offensivo straordinario, con Gabbiadini ha cambi importanti. Ha pagato l’inizio di stagione. La Juve è straordinaria, sta per vincere il quarto scudetto consecutivo, ha forse il centrocampo migliore al mondo”.

Cos’hai trovato di diverso in Inghilterra e in cosa dobbiamo migliorare?
“Lì il calcio riceve dalle tv milioni e milioni di euro, possono investire, gli stadi sono pieni. Se in Italia riuscissimo a costruire stadi belli si potrebbe riportare il pubblico, è importante e si riporterebbero i grandi giocatori in Italia come dieci anni fa. Noi però amiamo fare polemiche, cercare il colpevole, in Inghilterra non è così. Forse noi stiamo bene così, altrimenti avremmo smesso. E’ come essere al bar dove si puiò dire qualsiasi cosa. Conta avere stadi adeguati e riportare grandi giocatori”.

A Mancini viene chiesto come si indossa la sciarpa e lui lo fa: “La metto come tutte le persone, questa è un po’ corta. L’ha regalata l’Inter a Natale? Perché è in difficoltà, tra un paio di anni sarà più lunga (ride, ndr)”.

Ci parla di Brozovic?
“Un acquisto di Piero Ausilio, abbiamo risparmiato sulle sciarpe per prenderlo. Una volta alla Lazio, con Eriksson allenatore, Boksic si lamentava dei calzini bucati e il mister disse che era meglio avere giocatori buoni a costo di tenere i calzini bucati. Su Brozovic eravamo indecisi, avevamo puntato altri giocatori ma difficili da prendere. Poi abbiamo scelto lui, è giovane e gli serve tempo ma ha dimostrato di avere qualità e siamo contenti di averlo”.

FONTEfcinternews.it