Mancini: “Rivoluzione? Di certo non ne cambiamo 25. I campioni qui perché…”

A 9 giornate dalla fine del campionato, all’Inter non resta che scendere in campo per l’orgoglio e per cercare di onorare la maglia. A Verona, domani sera, sarà necessario svoltare e cercare di cancellare le ultime deludenti prestazioni. Alla vigilia della 30esima giornata, Roberto Mancini analizza assieme ai giornalisti presenti al centro sportivo ‘Angelo Moratti’ i temi dell’attualità nerazzurra.

Settimana particolare questa, di cosa sei certo per domani?
“Mi aspetto solo che la squadra non faccia come contro il Parma ma come contro la Samp e altre. Deve avere voglia di giocare, cercare subito di vincere e quando si fa così si può anche perdere, ma prima o poi si raccoglierà qualcosa di buono”.

Queste partite serviranno per capire chi potrà restare l’anno prossimo e sperimentare tatticamente?
“Uno può cambiare tatticamente, si può vincere con ogni metodo se la squadra ha l’attitudine di fare la partita. Non è giusto un modulko o l’altro, conta la mentalità dei giocatori. Sembra un paradosso, nonostante i risultati non siano buoni la squadra ci sta mettendo tutto. poi può alternare le prestazioni, ma fa parte del tragitto di sofferenza che abbiamo”.

Hai sentito Thohir arrabbiato al telefono?
“E’ sempre molto positivo, come tutti se le cose non vanno bene ci sta un’arrabbiatura. E’ umano, ma devo dire che con me e la squadra è positivo, pensa si possa vincere, è buono come presidente”.

Ci chiarisci il significato del termine ‘rivoluzione’?
“Ho risposto a una domanda dicendo che a volte fa bene, fa cambiare la mentalità. Non abbiamo bisogno di cambiare 25 giocatori”.

Se ti arrivasse un’offerta importante, ti verrebbe qualche dubbio?
“Sono in un grande club, credo si possa tornare a essere competitivi. Star fuori un anno dalle coppe non è un dramma se si può costruire una grande squadra. Saranno 300 giorni senza coppe e lavoreremo per fare una squadra più forte. L’addio non è nei miei programmi”.

FcIN: dall’Indonesia filtrano dichiarazioni di Thohir sulla conferma di Kovacic e il non arrivo di Touré. Che ne pensa? D’Ambrosio potrebbe tornare titolare?
“Non abbiamo parlato di questi argomenti con il presidente, vedremo quando parlerò con lui. D’Ambrosio potrebbe rientrare”.

In un’intervista Moratti ha detto che porterebbe Ronaldo all’Inter. Come vengono prese le decisioni in società?
“Ronaldo quale (ride, ndr)? Moratti quando è stato presidente ha fatto grandi acquisti, campioni di livello mondiale e i risultati sono stati straordinari. Credo sia difficile muovere certi giocatori. Sulle decisioni si sente dire che il presidente è lontano e la società è allo sbando. Non è vero, stiamo lavorando e i risultati arriveranno, serve tempo, ma solo con il lavoro arriveranno. Tutti stiamo cercando di fare le cose per bene, non si perde o vince perché un presidente è lontano. Altrimenti le inglesi non vincerebbero mai. Bisogna togliere questo luogo comune, quando le cose vanno male emerge di tutto”.

Influiranno i diffidati in vista del derby?
“Abbiamo tre centrocampisti diffidati, forse uno partirà dalla panchina”.

Vero che dopo il Parma Mancini è cambiato da modalità zen a furibondo?
“Avevo un approccio diverso perché pensavo fosse giusto e i giocatori si sono sempre impegnati in allenamento. Alla fine uno non può arrabbiarsi più di tanto, se si dà il massimo prima o poi i risultati arriveranno. Questa settimana è stata più dura, i giocatori capiscono che si può fare di più. A volte si vince mettendo un quid in più, non basta essere l’Inter”.

Vedendo Parma-Udinese hai fatto valutazioni diverse sul valore del Parma?
“Quando parlavamo, prima della partita, con i giocatori sapevamo che era la peggior partita. Il Parma non aveva nulla da perdere, la situazione che ha vissuto lo ha portato in fondo alla classifica. Era una partita difficile che andava affrontata con un altro spirito. Anche la Roma ha pareggiato. Non potevamo pensare di vincere 4-0 solo per la loro situazione, tutte le partite vanno affrontate al 100%”.

L’affetto dei tifosi per Kovacic spinge la società a essere poco chiara sul suo futuro? Farebbe meglio da mezzala?
“Decido io la posizione in cui può giocare. L’Inter ha fiducia enorme in Kovacic, gli ha rinnovato il contratto e punta su di lui. Poii ci sono momentio in cui i giocatori devono tirare fuori qualcosa in più, non bastano le qualità. Vero che tutti gli vogliono bene”.

Dopo Puscas potrebbe giocare Camara?
“Sono tutti giocatori che si allenano con noi da settimane, pensiamo abbiano qualità. Però sono giovani e in questo momento può essere difficile. Ma nelle prossime 9 partite giocheranno”.

I giocatori si sentono in bilico?
“Credo di sì, sentono il peso, non sono tranquilli. Credo che debbano prendersi delle responsabilità e dare di più, non basta essere l’Inter e avere qualità. In allenamento sono straordinari, ma devono fare altrettanto in partita. Ora sono realmente dispiaciuti e vogliono cambiare la situazione. Se riuscissimo a vincere alcune partite e migliorare il livello di gioco nelle ultime partite, al di là dei mancati obiettivi ci sarà una buona base da cui ripartire”.

In caso di mancata vittoria a Verona passerai ad allenamenti più pesanti?
“Queste sono le classiche cose italiane, soi perde e tutti in ritiro. Si faceva anche quando avevo 15 anni. Ma certe scelte non cambiano nulla, le facciamo solo in Italia. Noi dobbiamo cercare di cambiare i risultati ma non perché ci alleniamo di più”.

Touré, Dybala, Pedro e altri: perché un grande giocatore dovrebbe lasciare la sua squadra e scegliere l’Inter?
“Noi dobbiamo pensare a queste 9 partite, non possiamo dedicarci solo alle cose belle per i tifosi. Non so il motivo, credo che comunque al di là di gtutto nonostante la situazione difficile l’Inter è sempre l’Inter un grande club. Anche il campionato italiano non è più come un tempo ma per un calciatore venire in Italia è ancora bello”.

FONTEfcinternews.it