Mancini ritrova uno scatolone finito in soffitta. L’Inter ha un’arma in più…

La verità è che nessuno l’avrebbe mai detto. Perché quando quest’estate Biabiany veniva presentato nella lista degli acquisti insieme a tutti gli altri, ben pochi lo considerano tale. Per molti rimaneva un oggetto non identificato, una scelta misteriosa da parte della società nerazzurra, che invece ha dimostrato di vederci lungo. L’aritmia cardiaca è stato solo un ostacolo frapposto tra lui e la sua più grande passione, un intralcio che Biabiany ha saputo superare con pazienza e dedizione e adesso tutti si godono il rientro del francese, giunto a totale maturazione.

COMPAGNI DI MERENDA – “Biabia”, così lo chiamano i compagni, è un ragazzo semplice, di quelli rarissimi nel mondo del calcio. Uno di quelli che ancora apprezza le cose semplici. All’interno dello spogliatoio ha legato con tutti, in particolar modo con Davide Santon e Assane Gnoukouri, i tre si ritrovano spesso fuori a cena. Mancini lo ha atteso a lungo, il tecnico jesino si è reso conto prima di tutti che il giovane canterano nerazzurro sarebbe diventato una pedina importantissima per esprimere i suoi concetti di gioco.

IL CALCIO DIMENTICA IN FRETTA – Il francese non accusa fatica e tra tutti gli elementi in rosa sembra essere probabilmente l’unico in grado di interpretare tutti i ruoli della corsia esterna. L’ultima partita contro il Frosinone è stata la dimostrazione di quanto sia utile Biabiany in fase di ripiegamento e ripartenza. Con il 4-2-3-1 Mancini rischia di fatto di perdere un centrocampista contro squadre che invece si presentano a tre in mediana e solo il grande lavoro degli esterni può supplire a tale eventuale lacuna. Biabiany non è certo uno che si risparmia, lo ha capito anche Mancini, che in certe occasioni – come appunto l’ultima gara casalinga – preferisce il francese a Perisic. “Biabiany? Per credere in lui bastava solamente ricordarsi di chi fosse prima”, ha affermato pochissimi giorni fa Guidolin, ma forse in molti – come spesso accade nel calcio – avevano già chiuso i ricordi in uno scatolone finito in soffitta.