Mancini, ritorno all’Inter? Moratti ci pensa

Lo stesso scenario, lo stadio di San Siro, ma  due storie parallele completamente differenti, nella loro trama e nel loro finale. C’è quella di Guidolin e della sua splendida Udinese che inanella l’ottava vittoria consecutiva e per il terzo anno di fila conquista l’Europa. C’è quella triste dell’Inter-se dio vuole l’ultima-che insinua nuovi o vecchi dubbi-o forse un’amara certezza- sulla riconferma di Stramaccioni.Sembrava tutto scontato prima del fischio d’inizio, in virtù delle parole più volte pronunciate dal presidente Moratti, assente per un improvviso attacco influenzale. Ma prendere cinque gol in casa nella serata dei saluti, schierare quella difesa a tre con tre mancini- di cui due lenti contro i velocisti dell’Udinese- stabilire il nuovo record  di sconfitte-16 con quella di ieri- chiudere il campionato al nono posto a meno 33 dalla Juventus con 55 gol segnati 57 subiti e fuori dall’europa dopo 14 anni,  non è sicuramente il modo migliore per dare l’arrivederci alla prossima stagione. Quasi sicuramente  sarà un addio sebbene  Moratti abbia  pù volte concesso al giovane tecnico-sul cui volto si leggevano ieri comprensibili preoccupazioni- l’attenuante dei troppi infortuni che hanno condizionato il rendimento della squadra.

Il presidente interista si è trovato spesso in queste ultime ore  davanti ad un bivio: continuare sul binario  della coerenza intellettuale, o attuare una nuova rivoluzione. La pesantissima sconfitta con l’Udinese ha riportato alla mente i terribili 5 gol che l’Inter di Zaccheroni incassò in Champions League a San Siro contro l’Arsenal. E sappiamo tutti quanto incisero sul futuro dell’attuale selezionatore della nazionale giapponese. Quelli subiti contro gli uomini di Guidolin,hanno comprensibilmente fatto crollare al minimo storico le azioni di Stramaccioni il cui destino appare inesorabilmente segnato. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma sembra giunto il tempo di un cambiamento radicale.  Forse con Mazzarri-nonostante il tecnico di San Vincenzo non sia mai stato in passato al primo posto nella lista di gradimento presidenziale- oppure, perché no, richiamando Roberto Mancini:  in questo modo- sicuramente molto oneroso-Moratti centrerebbe il doppio obiettivo di accontentare la piazza e di ridimensionare implicitamente l’operatività dei nemici dell’ex tecnico del City.Un’idea, non la sola però, sulla quale il presidente nerazzurro sta riflettendo.

Fonte: Sport Mediaset